| Metatron *La Strada* |
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| Written by alba | |||
| Sunday, 23 October 2011 18:19 | |||
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Quindi, se adesso facciamo questo viaggio, ognuno di voi è radicato, si trova sul proprio territorio, sul proprio territorio inalienabile, e, quindi, possono esservi accessibili dei significati, in parte condivisibili ed in parte no, dipende appunto da come siete messi a terra. Però è proprio insieme, facendo questo viaggio collettivo, che riusciamo a mettere meglio gli accenti sulle cose, quindi ad illuminarci tutti insieme, nei confronti di quello che ci aspetta. Però, in modo che ognuno si illumini prima di tutto per conto suo. Vi proporrò di inquadrare questo o quello, e voi ascolterete queste cose sulla base della vostra onda, della vostra conduttività, del vostro “mi serve”, “io ho bisogno”, quindi non dimenticatevi mai di questo vostro ordine, di questo vostro assetto, perché è questa la base di tutto. Perché la condizione della sensualità è del tutto naturale per il mondo della Terra. Ogni cosa è già pre-caricata con la sensualità, si tratta solo di notarla e di viverla e di espanderla. Il vostro corpo è un focolare della sensualità, ma anche tutto ciò che vi circonda lo è. Ecco, percepite anche questo mare della sensualità che naturalmente è dentro e fuori di voi. Questa sensualità accordata secondo i vostri regimi individuali, è la vostra Ragione: è una sensualità, che sa, che capisce, che spiega. È, in un certo senso, una vostra nuova mente, che non sostituisce del tutto la mente umana normale, però, le ridà un potere che non ha mai avuto prima. Il corpo è il naturale intermediario tra la vostra sensualità e quella esterna, tra la sensualità della luce e quella fisica. Il corpo è sempre al centro. Ecco, si sente proprio tanto come si sta espandendo la sensualità, per tutti voi insieme ed anche per ognuno di voi a modo suo. Questo crea anche nuove sfumature emotive, un nuovo linguaggio. Bene adesso avete dentro di voi ciò che possiamo chiamare “la voce della sensualità” ed è una voce che, giustamente, deve parlare, deve esprimersi. Come parlerà? Parlerà attraverso i movimenti, attraverso gli eventi, attraverso il vostro comportamento nella Vita e anche attraverso le parole. Però è importante che voi sentiate questa voce della sensualità che adesso, proprio, vuole esprimersi e voi dovrete trovare gli equivalenti giusti per esprimere e per imprimere questa vostra sensualità nella Vita esterna. Quindi, la sensualità la dovrete usare come una vostra co-autrice, e sarà una condizione del tutto naturale, che però richiederà ancora degli allenamenti, vi dovrete ancora abituare a questa nuova gestione. Poi dovrete imparare a distinguere diverse sfumature della sensualità: quelle della luce, quella più fisica, è importante trovare gli equivalenti giusti per poi, anche, esprimere nell’esterno queste frequenze. Vi succederanno diverse cose nella dimensione umana, perché il software, cioè questo software che avete appena installato, ma anche altri programmi, vogliono che succedano tante cose, che ci sia molto movimento nella dimensione umana. In un certo senso, non avrà tanta importanza che cosa succede, ma piuttosto come succede, in che modo succede, che frequenze usa. E questo sarà abbastanza diverso dalla Vita umana di prima, perché prima erano importanti questi riferimenti, “che cosa”, anche se questi riferimenti erano magari abbastanza inventati. Però questo “che cosa” era un’aspettativa, era un obiettivo, ed era ciò che impostava il movimento. Invece adesso, in primo piano, arriva quest’altra questione: “come”, “in che modo”, quali “frequenze” verranno usate, quali “regimi della forza” verranno usati. Non avrà una particolare importanza il risultato finale, perché, l’obiettivo, diventerà obsoleto prima che venga raggiunto. Quindi la mente non dovrebbe più ragionare tramite il meccanismo degli obiettivi, perché c’è questo rischio che un obiettivo predisposto venga dissolto o ricalcolato, o superato, prima di essere raggiunto, magari, addirittura, appena ci si mette in movimento. A questo punto se non c’è più l’obiettivo, potrebbe crollare anche il movimento, perché, dove si va se l’obiettivo è diventato obsoleto? E questo potrebbe creare una condizione di stallo, di non sentirsi assolutamente a posto. Perciò cominciamo pure ad usare questo criterio del “come”, “in che modo”, però, rimane comunque la questione del “dove”, del “dove si va”. Magari non sarà proprio un obiettivo fissato in termini mentali, però un certo “dove” dovrebbe esserci, abbinato a questo “come”, “in quale modo”. Allora questo “dove”, “dove si va”, è un po’ già oltre i riferimenti della dimensione umana. Cioè, se provassimo proprio a formularlo in termini mentali, la risposta sarebbe: “Verso un altro regime della densità”. “Dove vado? Verso un altro regime della densità”… anche se non è esattamente un riferimento che potrebbe piacere alla mente. Però tecnicamente parlando è così, si va verso la formazione di nuovi regimi della densità, e, quindi, di nuovi incroci tra il piano fisico e i piani sottili, tra la conduttività terrestre e la conduttività dell’eternità: è questo il vostro “dove”. La parte immortale di voi sarà sempre più presente, sempre più messa a terra, quindi, mentre viaggerete verso questi nuovi regimi della densità, sentirete sempre di più la vostra parte immortale come un vostro naturale compagno di viaggio. Ma un altro regime della densità non vuol dire necessariamente più rarefatto o, al contrario, più denso, dipende da quello che la Vita vuole farvi esprimere. Un nuovo regime della densità comporta il cambiamento di varie regolazioni più umane, del vostro modo di essere negli eventi, del vostro modo di sentire, del vostro modo di usufruire delle risorse dell’ambiente. In qualche modo tutto serve questo vostro “dove”, il vostro “dove voi state andando“, in termini di regime della densità, e questo è, appunto, un riferimento non esattamente umano, per cui, prendetelo così, come un riferimento che c’è, ma che in questo momento non potete ”far parlare” usando gli equivalenti umani. L’importante è sapere che ci sia, comunque, una direzione, che ci sia una scelta, che si va da un certo punto A ad un punto B. Però questi punti sono codificati in termini di densità, non in termini, magari, di obiettivi esistenziali, come potevano esistere finora nella dimensione umana. A questo punto, in primo piano, però, nasce la domanda “come”: “Come applicare le vostre energie”, “come servire questo passaggio”, verso questo regime della densità, verso una variazione della vostra densità. E, tra le righe, ci sarà sempre questa domanda: “Ma io chi sono?”. È qualcosa che verrà continuamente proposto come domanda e che, continuamente, avrà delle risposte, ma non delle risposte categoriche, è proprio qualcosa che si affaccerà spesso, a volte in modo diretto, a volte in modo indiretto. È un interrogativo che vi accompagnerà, ma non avrete la possibilità di avere una risposta definitiva e categorica, perché voi non potete oggettivamente avere un sapere assoluto su ciò che siete. Potete avere una sensazione di voi stessi, della vostra luce, della vostra conduttività, della vostra messa a terra, abbastanza forte e, magari, sempre crescente, ma non dovete insistere per avere una risposta definitiva e categorica, perché nessuno vi potrà dare questa risposta. Ora proverò a spiegarvi, anche, il perché. Prima di tutto, perché voi non avete bisogno di saperlo!!! Perché, se lo sapeste, non potreste più fare il viaggio che state facendo adesso, non avreste più la sensazione della Strada da percorrere, della Strada che si apre davanti a voi. In un certo senso, il sapere definitivo su ciò che siete, toglierebbe ogni significato alla vostra presenza qui, vi toglierebbe proprio il concetto della Strada. Perché è la Strada che comporta un auto-riconoscimento, un venire a sapere graduale, e non può esserci la presenza sulla Terra se non viene accettato il concetto della Strada su cui si sta viaggiando. Altrimenti uno cosa ci starebbe a fare qui? Quindi ciò che vi sfugge non deve essere vissuto come un qualcosa di negativo, come un vostro difetto: “ma perché non sono ancora riuscito a scoprire questo e quello?”, “ma come è possibile che continui a sfuggirmi una cosa che ritengo così importante?”. Lasciate che avvenga questa assoluzione: nessuno può darvi una risposta definitiva e categorica su ciò che siete e nessuno vi chiede questa risposta, nessuno vi chiede questo sapere e non potete pretendere di averlo. Invece, la condizione che vi riguarda molto da vicino è invece proprio quella della Strada, della vostra Strada: voi dovete venire a sapere come fare la vostra Strada, come funziona, che tipo di “segnaletica stradale” usa, che tipo di “velocità” ed altre caratteristiche tipiche della vostra Strada, e questo sarà il massimo del vostro venire a conoscere voi stessi. La possibilità di scoprire e di usare la vostra Strada è il vostro modo migliore per conoscere voi stessi, per quel che potete conoscere voi stessi in un dato momento. Quindi, occupatevi della Strada, occupatevi del percorso, cercate di percepire, magari, in che modo magistrale, e meraviglioso, viene gestito il traffico sulla vostra Strada. Quando, magari, arriva la luce verde del semaforo esattamente quando ne avete bisogno, oppure quando, magicamente, un vigile urbano vi fa il segno di girare a destra, e per forza dovete girare a destra, perché è lì che vi aspetta qualcosa. Ammirate la vostra Strada. Più vi concentrate sulla vostra Strada e sul vostro modo di procedere, e più sentirete la vostra naturale dimensione dell’Amore, e più sarete dolci e tolleranti con voi stessi, senza pretendere di essere ciò che non siete, senza incolparvi di qualcosa, di cui certamente non dovete incolparvi. Quindi, in questo momento, il vostro compito principale è quello di usare la vostra Strada, nel modo più efficace possibile, di occuparvi di questo, della vostra Strada, usando, naturalmente, le vostre energie, le vostre risorse, le vostre emozioni, per illuminare il più possibile questa Strada, con tutte le sfumature che vi vengono. Magari, la corsia su cu vi state muovendo, magari un eventuale movimento nel senso opposto, il comportamento di altri veicoli che in qualche modo notate sulla vostra Strada, momenti in cui dovete fare una sosta improvvisa, o dovete prendere il carburante, e tante, tante altre sfumature che potete notare. Ed è proprio il vostro notare individuale, che conta. Nessuno può descrivervi la vostra Strada, solo a voi è dato notare queste sfumature, questi piccoli dettagli, che fanno sì che sia veramente vostra, e più percepirete dentro di voi questo senso della Strada e più tutto avrà senso. Prima di tutto perché voi, oggettivamente, chi siete? Siete dei viaggiatori, siete in viaggio, avete a disposizione una vostra Strada che ha dentro delle indicazioni incorporate, fatte su misura per voi. Magari alcune indicazioni sono anche uguali per voi e per le altre persone, mentre certe altre sono proprio fatte su misura per voi. Dovete imparare a notarle. Dovete imparare a leggere le vostre indicazioni stradali. Dovete imparare a regolare meglio la vostra velocità. Dovete imparare a sentirvi in mezzo al traffico degli altri viaggiatori, sentendo, però, che la vostra Strada è qualcosa di unico. Un certo pezzo lo potete fare insieme a qualcun altro, però il vostro compito è quello di usare la vostra Strada, a prescindere, e non assomiglia alla Strada di nessun altro. Adesso facciamo una cosa: usate sempre le vostre passioni, il vostro ancoraggio, per focalizzarvi meglio sulla vostra Strada. Cioè, praticamente, chiedete alle vostre passioni di aiutarvi a scoprire la vostra Strada, a mettervi in questa prospettiva, in questa dimensione. Cercate di raggiungere questa condizione: “OK, io sto qui, sulla mia Strada”, poi dopo ci muoveremo anche, però, per il momento, raggiungete questa posizione di partenza: “È la mia Strada, è la strada che mi appartiene, che mi serve, quindi, io la posso usare nei miei interessi e, come dire, è scritto che io devo muovermi sulla mia strada. Mi è dato muovermi sulla mia Strada, poi, certo, se non voglio muovermi, posso anche stare fermo, ma non sarà divertente”. Quindi diamo pure per scontato che siamo qui per muoverci! Adesso, queste vostre strade vi stanno mandando un segnale di benvenuto: “You are welcome”, “Procedete pure”, “Sì, io sono la tua Strada, so che ti devo servire, quindi ti prego usufruisci di me, sarò contenta di servirti, usami pure, per il tuo movimento, per le tue illuminazioni, mi fa piacere servirti”. Allora su questa Strada vi aspettano diverse avventure. Avventure, che sono, tutte, configurate per stimolare la vostra autonomia, per sbloccare la vostra autonomia. Sono tutte avventure di tipo intelligente, consapevole, anche se, comunque, non si tratta di una condizione rigida, di un tipo di fatalismo: “Quello che mi capiterà, mi capiterà e basta”. Voi avete, sempre, la possibilità di scegliere ma, diciamo così, che c’è, come dire, un certo insieme delle scelte su cui voi potete influire e che, più o meno, possono essere descritte come queste avventure che vi aiutano a scoprire la vostra autonomia, e ad usarla nel modo migliore. Non tutte queste avventure devono essere per forza piacevoli e, quindi, non dovete avere un’aspettativa di questo genere: “Voglio che tutto quello che mi capita sia per forza piacevole”. Perché, a volte, anche le delusioni possono essere illuminanti, possono darvi un senso di sollievo enorme , quindi, è proprio nei vostri stessi interessi accettare sia, diciamo, le avventure piacevoli, che le avventure che eventualmente possono comportare delle delusioni. In questo modo potrete prendere il più possibile e quindi alla fine ne uscirete da vincitori, avrete un’acquisizione massima. Quindi non dovete avere paura delle delusioni, hanno, dentro, dei momenti di illuminazione molto potenti. Abbiate rispetto verso le delusioni, se vi capitano, quando vi capitano, non rassegnatevi solo, ma ringraziatele pure, ringraziatele per ciò che, loro, vi stanno portando, perché sono una parte integrante delle vostre avventure. Facciamo adesso insieme questa cosa: esorcizziamo “la nuvola della paura delle delusioni” che, ancora, magari avete. Allora soffiamoci insieme, su questa nuvola della paura. Cioè, ognuno soffi sulla propria, però, usiamo anche il regime del campo collettivo, con questa consapevolezza: “Io non devo avere paura delle delusioni, se fanno parte, naturale, della mia Strada”. Questo vi sbloccherà molto, anche perché questa paura non è nemmeno tanto vostra, è una paura generica, che in qualche modo avete dentro, e adesso è il momento di esorcizzarla. Comunque avete già le conferme di questa condizione: se volete, provate a ricordare, magari, una delle delusioni che avete subito di recente e rendervi conto della potenza e dell’illuminazione che vi hanno portato. È così che funziona, è sempre tutto predisposto per giocare a vostro favore, tutto. Quindi, se voi avrete l’atteggiamento giusto verso le avventure sulla vostra Strada, vi sentirete sempre nella posizione vincente. L’assenza della paura è una condizione che crea tanta leggerezza, sì, in un certo senso, anche proprio tanta felicità latente perché non aver paura è già una gran bella cosa. Diciamocelo pure, le delusioni sono delle eventuali alleate che possono essere usate per liberare ulteriormente la vostra autonomia. Bene, questo era un punto difficile della Strada, e lo stiamo superando. Per il resto, ciò che vi aspetta è semplicemente la condizione di essere. Adesso abbiamo ancora usato questa separazione, tipo, cose piacevoli e cose deludenti, però, adesso andiamo oltre e cancelliamo anche questa separatezza. Perché dobbiamo suddividere ancora le cose in questo modo? Non sarebbe più naturale concepirlo in questi termini: “Le cose succedono, io sono presente mentre succedono, io le faccio succedere e assimilo ciò che mi viene da queste esperienze”? Perché imporre alla Vita questa definizione, questo è deludente, questo non è deludente? È un impoverimento, questo, è una non integrità. Permettetevi adesso che questo concetto delle delusioni, che un attimo fa era ancora valido, evapori, venga dissolto. La vostra attuale integrità, naturalmente, lo fa dissolvere, non ha più senso ragionare in questo modo. Ma lo sapete perché lo usavate, questo concetto delle delusioni? Proprio perché era l’opposto di qualcosa di piacevole, e siccome a voi importava sentire le cose piacevoli, avere queste conferme, allora, avete anche lasciato che si creasse il suo opposto, perché altrimenti avevate paura di non poter apprezzare le cose piacevoli. Quindi facciamo un altro passo verso l’integrità, accettiamo tutto quanto, come una cosa piacevole, come una cosa giusta, come la manifestazione del vostro essere. È che un essere umano si sente vulnerabile nella sua attuale condizione, quindi vuole imprimere una certa nitidezza, magari anche in modo artificiale, così usa questi criteri: piacevole, non piacevole, questo mi attira, questo mi fa paura, perché, in questo modo, sente di partecipare in modo attivo alla sua Vita, di sagomare la sua Vita con il suo atteggiamento. Se, invece, accettasse tutto come una cosa naturale, avrebbe paura di essere inghiottito, di essere amalgamato, di non poter più distinguere le diverse condizioni della Vita. Questo, a livello del conscio umano, fa paura, cioè, paura di fondersi così tanto con la Vita, da perdere il senso di se stesso, paura di appartenere alle circostanze, così, da non poter più sapere “dov’è”, “chi è”, “qual è il suo perimetro umano”, “qual è il suo territorio”. Anche voi avete, ancora dentro, questa paura. Ascoltatela, non è qualcosa che adesso possiamo forzare. Io adesso, come dire, l’ho fatta parlare, così, in seguito, potrete affrontarla direttamente voi stessi, se volete, questa paura di fondersi veramente con la Vita così tanto da non sentire più se stessi come un essere umano separato. Anche se, poi, questa stessa condizione separata, vi crea dei disagi, a volte è quasi una tortura, è un peso, insomma, non è facile vivere da esseri umani separati. D’altra parte, però, c’è proprio la paura di farsi assorbire, di andare dentro un “non io”. Come uscirete da questo circolo vizioso? La Vita vi offrirà una serie di circostanze, di avventure, di circostanze educative, che vi permetteranno di superare questo punto della vulnerabilità. In realtà, sentire di essere così strettamente fusi con la Vita, con la materia, non compromette affatto il vostro senso di sé, anzi, questo vostro senso di sé si espande, si manifesta ancora di più, nella condizione di essere fusi con la materia. Prima ho detto che, adesso, l’atteggiamento migliore è quello di interessarsi alla Strada e non a voi stessi. Questo è anche utile per aiutare a superare questa paura, perché, finché vi interessate a voi stessi, proprio in senso, così, stretto, e state attenti a ogni sfumatura del vostro comportamento, eccetera, in un certo senso, abusate di voi stessi, della vostra condizione di essere umano separato. Mentre se vi concentrate sulla Strada, sul senso del viaggio, comincerà a manifestarsi un atteggiamento diverso, verso voi stessi, più maturo, più integro. E poi, comunque, la passione verso la vostra Strada è del tutto naturale. Tra l’altro, è anche una passione nuova, in un certo senso. Oggi, diversi di voi, hanno parlato della passione per il movimento, in varie modalità: ecco, possiamo anche formularla proprio così, come “La passione per la vostra fluidità naturale verso la Vita”. Dipende da voi quanto appassionante sarà per voi questa Strada. Dipende proprio dal vostro atteggiamento. In un certo senso è compito vostro, farvela piacere. Perché la Vita, comunque, ve la offre in modo neutro. Sa che voi avete bisogno di certe circostanze per illuminarvi, per educarvi, e ve le offre, in modo del tutto neutro. Voi dovete metterci dentro il vostro atteggiamento, dovete proprio impegnarvi, per far sì che questa vostra Strada diventi, anche, una vostra passione, non semplicemente una cosa neutra o, peggio ancora, un obbligo. Quindi imparate a creare da voi il vostro piacere, imparate a creare un interesse, una passione, sulla base di ciò che la Vita vi offre oggettivamente. Questa condizione di essere appassionati della propria Strada, in un certo senso, è già una risposta, cioè, ha dentro molte cose, questo riferimento. Poi, ovviamente, questa vostra Strada, la conoscerete man mano che la percorrerete, magari potrete inquadrarla fino alla prossima curva, fino al prossimo incrocio. Magari potete captare qualcosa che, in questo momento, è fuori inquadratura. Però per poter sentire la passione verso la vostra Strada, non è mica necessario conoscerla tutta, anzi! Questa è la risposta che avete già, è alla portata di tutti. Ed è una risposta, di nuovo, non esattamente umana, però anche molto umana. È la risposta a tanti interrogativi che gli esseri umani si stanno facendo. Magari, si forzano, addirittura, per farsi piacere questo o quello, per dimenticare la condizione che in realtà non c’è niente che piace loro veramente, si fanno distrarre da varie cose, solo per non dover pensare a questa condizione che non sanno esattamente cosa stanno facendo qui. Ecco questo riferimento di sentire la passione per la propria Strada, che è anche la passione per la propria conduttività energetica, è una risposta e, così si può vivere, si può vivere espandendo gradualmente questo senso della strada, della propria Strada, osservando diciamo, la sua copertura, le sue curvature, e tanti altri dettagli, che lei ha, ma anche collaborando alla sua fabbricazione. Per esempio, voi percorrete una strada ed il suo attuale manto stradale, in qualche modo, vi sembra non appropriato. Voi potete fare un ordine: di fabbricare un nuovo manto stradale. Se sentite questa necessità, fate una richiesta e rivolgetela pure al Tutto, o alle autorità che per voi sono importanti, ma, voi potete fare quest’ordine. Quindi, percorrere la vostra Strada non è affatto un qualcosa che dovete fare così, in modo passivo, avete un sacco di possibilità per regolare il movimento. Per esempio, anche le manovre, le curve. Anche lì potete influire sul landscape di questa strada, come si presenta. Magari se dovete svoltare a destra, svolterete comunque a destra, però il modo in cui svolterete a destra, può essere regolato, nel modo migliore per voi, ma sta a voi segnalare le vostre esigenze. Quindi c’è un sacco di lavoro per quel che riguarda la vostra interazione con la vostra Strada e, questo sì, che è una passione. Notate magari un dettaglio e provate a migliorarlo, e fate un ordine, e vedete come la Vita vi risponde, e sicuramente vi risponderà. Ecco, questo è un gioco, che può essere molto, molto divertente, ed è tutto reale, si svolge qui nella dimensione terrestre. Ecco, state vivendo un momento dell’illuminazione molto importante. Non che sto dicendo qualcosa che è del tutto nuovo, ma, visto così, vi offre delle prospettive per agire, per crescere, per sentirvi vivi, per provare a far qualcosa per conto vostro, senza magari, guardare cosa succede al resto del modo, o quello che succede, magari, ai vostri conoscenti. Dipende da voi quello che combinerete sulla vostra Strada, con la vostra Strada, interagendo con la vostra Strada. Ed il corpo è un guidatore, un indicatore molto importante, quindi ascoltatelo. Lui, magari, vi informerà delle prossime manovre, o di un bivio che si vede nemmeno tanto in lontananza. Cioè, il corpo, queste cose, le può già sapere, perché è un corpo che non è più soltanto un corpo umano. Il corpo sa parecchie cose, è un vostro avamposto della consapevolezza, quindi usatelo come avamposto della consapevolezza. E così potete crescere, potete arricchirvi, potete venire a sapere come sono codificate le cose, attraverso questa vostra Strada individuale, senza dipendere dal sapere che c’è in giro, dalle spiegazioni di qualcuno. Imparate ad avere fiducia nella vostra Strada, nella passione per la vostra Strada, e vedrete che viaggerete in modo meraviglioso. Soprattutto avrete sempre questa sensazione del movimento, del movimento continuo, la Vita che scorre, voi che scorrete, e non c’è niente di fermo, di fisso. Già questa è una bella cosa. Poi, mentre viaggiate, sicuramente certe cose le dovrete lasciare indietro, ma è come viaggiare nella fisicità, magari osservate un panorama bellissimo, dai finestrini, e poi dopo un po’ non lo vedete più. Dovrebbe crearvi un dispiacere questa perdita? Certo che no, se volete continuare a viaggiare. Questo vi suggerisce un po’ come dovrebbe essere l’atteggiamento verso le scenografie che ci sono nella vostra Vita, in un dato momento. Potete percepire il loro fascino, la loro importanza, ma non dovete sentirvi dipendere da loro, non dovete fermare il vostro movimento solo perché, in questo momento, c’è, magari, una certa scenografia bellissima accanto a voi. Sarà accanto a voi per il momento in cui può essere accanto a voi, ma non dovrete aver paura di mollarla, altrimenti non potrete vedere la prossima, di scenografia. Viaggiare è anche questo, il senso della strada è anche questo: apprezzare tantissimo ogni singolo momento del viaggio senza cercare, però, di trattenere niente. E non dovreste nemmeno viverlo come un senso di perdita, perché è un salutare che è del tutto naturale. Avete ammirato qualcosa, l’avete ringraziato e poi, nella prossima inquadratura della strada, c’è già qualcos’altro che entra nella vostra messa a fuoco. L’importante è saper ammirare, saper ringraziare, saper apprezzare molto quello che c’è per voi, in un dato momento sulla Strada, senza assolutamente crearvi delle dipendenze, senza lasciare che questa cosa vi blocchi il movimento, vi oscuri tutto l’orizzonte. Quindi anche i sensi e i significati sono sempre ricalcolabili, niente deve essere categorico, nessuna certezza. Ciò che poteva essere vero il mese scorso, magari adesso non lo è più. Ecco, questo è il modo in cui potete usufruire delle circostanze, usare le vostre energie per usufruire delle circostanze. Non attribuire loro troppa importanza, però usare sempre al massimo ciò che c’è per voi, in un dato momento. Attribuire alla circostanza che c’è adesso nella vostra messa a fuoco lo status del maestro, della circostanza educativa per eccellenza e, quindi, cercare di scoprire tutto quello che c’è da scoprire attraverso questa circostanza, che può anche essere banale, che può anche essere molto passeggera, però, se c’è in questo momento, è la vostra circostanza educativa per eccellenza. E non dimenticate mai di ringraziarla. Dopo di che, la salutate in modo naturale e passate alla prossima circostanza. Se viaggiate con questo slancio farete avvicinare a voi più e più circostanze, non rischierete di rimanere fermi, non rischierete di sentire bloccato il vostro potenziale perché il vostro senso della strada è atrofizzato. E poi, ricordatevi sempre di rispettare ogni circostanza come una parte del Tutto, come il Tutto che si mette a rapporto con voi, attraverso quella particolare inquadratura pratica. Di per sé, una certa circostanza può essere confusa, assurda, paradossale, però, è sempre una rappresentante del Tutto, un’ambasciatrice del Tutto, e voi guardatela così, non chiudetela in certi limiti per poi soffrire, magari, della confusione, dell’incongruenza: “Ma che razza di circostanza mi è capitata, ma perché?” Ricordate che è un’ambasciatrice del Tutto e che la vostra Strada sa cosa offrirvi e perché, e quindi sta a voi scoprire il significato che c’è per voi in questa particolare circostanza. Sta a voi nobilitarla e permetterle di diventare veramente la voce del Tutto. Se viaggerete con questo atteggiamento, praticamente non ci sarà niente di cui aver paura, sarete sempre in una posizione vincente.
Trascrizione di una parte dell’incontro tenuto da Irina Bergo il 23 ottobre scorso. La versione integrale è su: http://it.irinushka.eu/?p=1634#more-1634
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