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Irina Bergo *Overclocking e High speed* PDF Print E-mail
Written by alba   
Sunday, 20 March 2011 19:36

In questi giorni ho parlato spesso dell'accelerazione, di un'accelerazione senza precedenti, e adesso, grazie alla collaborazione degli strumenti linguistici , ho realizzato che il termine più adatto per descrivere questo fenomeno è il termine informatico "overclocking":


In informatica la pratica dell'overclocking consiste nel perseguire il miglioramento delle prestazioni di un componente elettronico (in genere una CPU) mediante l'aumento della frequenza di clock rispetto a quella prevista dal produttore, marchiata sul contenitore della CPU.

"High speed": questa è l'indicazione che l'etere proponeva ieri come "l'emozione del giorno", come un'alta marea della Ragione pura che affluiva verso di noi, fornendoci nuove chiavi di taratura per comprendere quello che è codificato dentro di noi e per regolare in quest'ottica la nostra interazione con l'esterno.

Penso di aver approfittato di questo overclocking per arrivare ad un'ulteriore comprensione di me stessa e del mio spazio di intendere e di volere, del mio modo di essere e di fare delle scelte, e adesso userò questi nuovi momenti della chiarezza e dell'auto-leggibilità per ri-costruire e ri-formare il mio dialogo multidimensionale con la Vita, sento che ora dovrò in qualche modo avvicinare questa mia illuminazione interiore ancora grezza (ma nello stesso tempo anche tangibile) allo spazio esterno della Vita.

Con i ritmi e le modalità che saranno giusti...

Tornando al discorso del overclocking: il nostro "mortale" viene ora rieccitato e riavviato in modo tale da poter cambiare le sue prestazioni (anche a livello dei singoli componenti o parti) andando ben oltre le prestazioni "previste dal produttore" , e il corpo fisico è proprio al centro della faccenda. Quindi non si sa davvero fin dove può arrivare nella sua trasformazione, quanto può diventare diverso, rispetto al corpo umano normale.

E adesso voglio proporvi questo "spuntino".

Quando avevo appena cominciato a studiare l'inglese alla prima media (il sesto anno di scuola nel nostro sistema scolastico), ho imparato a memoria (come tutta la classe) questa frase: "I am in the sixth form".

E adesso è come se questa frase mi perseguitasse, come se volesse suggerirmi qualcosa. "Sono nella sesta forma"...

Noi siamo così abituati a percepire la Vita esterna attraverso le uniche diottrie della luce predisposte dalla realtà sotto manifestata che ci sfugge la consapevolezza che le forme dell'espressione della Vita potrebbero essere scelte e predisposte da noi, magari, usando una certa scala dell'illuminazione, una certa scala della densità, un certo ordine della luce da 1 a ...

Osserviamo quello che succede adesso nel mondo, i vari disastri e non sensi planetari e insistiamo però ad interagire con queste forme, a prenderle sul serio, a sentirci dipendenti da esse, a far transitare le loro energie attraverso il nostro essere (non importa, se armati dal "pensiero positivo" o meno).

C'è chi manda le vibrazioni della luce al popolo giapponese, c'è chi raccoglie le firme contro il nucleare, c'è chi accusa il governo o altri "capri espiatori" , ma intanto con queste nostre scelte continuiamo a dare corda allo spazio della stabilità che ci è familiare (che tra l'altro diventa sempre meno stabile, sempre più assurdo, ed incapace di sentire la voce della Ragione), invece di accettare la super-sfida (la super-sfida della nostra stessa natura, dei nostri stessi motori della ricerca) e di andare oltre, "ad un ordine delle forme successivo".

Se provassimo a vedere il nostro attuale quadro della realtà come un certo numero, come un certo regime ottico (non: "la Vita è così, punto e basta e chi sei tu per affermare il contrario?"; ma "la Vita, lo spazio è attualmente impostato in modo tale da corrispondere ad una forma della conduttività numero 3, o 5, o 10")?

E possibile far coesistere questi due atteggiamenti, apparentemente opposti: "Io sono qui, sulla Terra" e "Io non sono esattamente dentro queste forme, non sono dentro queste particolari correnti della Vita, non le sostengo con la mia Grandezza né con la mia Ragione, non le uso per andare avanti nel mio processo di venire a sapere, non mi faccio (più) eccitare da loro"?

Il mio pensiero vola libero, vola oltre "il tetto" e il "parapetto"...

E dove sono, allora? Sulla Terra, d'accordo, ma più precisamente, dove?

Sono dentro lo spettro della mia eccitabilità naturale, delle mie inclinazioni profonde, è questa la Pole-position che mi permetterà di predisporre LE MIE specifiche forme della Vita terrestre, quelle che saranno sempre sintonizzate sulla mia lunghezza d'onda...

А вот этот музыкальный линк мне сам Бог велел использовать вместо подписи:
"L'eco dell'Amore":
http://www.youtube.com/watch?v=uLFG9nQqYYM



http://www.irinushka.eu/forums/viewtopic.php?f=10&t=168&start=135#p10585

Last Updated on Wednesday, 23 November 2011 16:31
 
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