| Irina Bergo *Il grande libro de "l'avvento della nuova realtà sulla terra"* |
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| Written by alba | |||
| Monday, 01 November 2010 10:37 | |||
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di questo libro che nessun altro potrebbe mai scrivere, perché solo lui ha questa particolare visibilità, solo lui ha questa particolare interazione con la materia, solo a lui è dato sbirciare dentro certe correnti della vita. Quindi questo è ciò che faremo, ed è quello che la Nuova Terra vuole da noi, che ognuno di noi diventi questa specie di autore, di coautore del grande libro, del grande romanzo, scrivendo un suo particolare capitolo di quello che sta succedendo della sua vita. In questo capitolo del libro che scriverà ognuno di noi, l’autore sarà prima di tutto un testimone diretto di quello che viene descritto. Quindi, magari altri autori o altri protagonisti del libro, nel suo capitolo, non saranno in prima posizione. In prima posizione ci sarà lui, gli altri saranno in altre posizioni perché non avranno la stessa visibilità dell’autore di questo capitolo. Però il libro complessivo sarà composto da tanti capitoli e ogni capitolo renderà completo il libro, permetterà alle diverse componenti del libro di agganciarsi tra di loro. Non è compito nostro pensare a tutto il libro: certamente qualcosa lo possiamo intuire, anche perché se scriviamo un capitolo di un libro, è chiaro che una certa prospettiva la dobbiamo anche comprendere e servire, però dobbiamo soprattutto essere immersi nello spazio del nostro specifico capitolo, di quello che succede a noi, di quello che riguarda noi. Noi siamo i portatori del nostro specifico regime della felicità ed è di quello che dobbiamo parlare nel nostro capitolo del libro e, mentre parleremo di questo, scopriremo anche altri capitoli del libro, magari scopriremo tutta la trama che unisce i diversi capitoli. Però l’unico modo per captare la trama è di immergersi nello spazio del proprio capitolo, quindi del proprio regime della felicità, nello spazio della propria realtà multidimensionale. Detto questo, concentriamoci però sulla condizione del libro, visto che oggi siamo qui anche per parlare dei riferimenti generali. Vediamo come la Nuova Terra ci presenterà questo libro, che siamo tutti in procinto di scrivere. Come ce lo spiega il progetto? Allora, praticamente è un libro che descriverà il processo dell’unificazione tra la fisicità e la non fisicità, tra il mortale e l’immortale; che descriverà come l’eterno, l’infinito, l’immortale adesso può mettere le radici nella fisicità e di come la fisicità può sentirsi una parte integrante dell’infinito. Praticamente è un libro che racconta, dal vivo, come si superano i confini tra le dimensioni, tra le vecchie caratteristiche esistenziali . È un libro che racconta il processo dell’avvento del Tutto sulla Terra. È un libro assolutamente unico e molto, molto apprezzato a livello di tutto l’Universo. Non è qualcosa che riguarda soltanto il pianeta Terra, perché ciò che succede adesso sul pianeta Terra è così importante, una cosa davvero senza precedenti, che influenza tutto l’Universo ed è per questo che c’è questo interesse davvero enorme, da parte di tutto l’Universo, nei confronti di questo libro. Alcune presenze, alcune forme della consapevolezza sentono proprio un rammarico fortissimo (per come può essere sentito un rammarico a livello dell’anima) per non essere adesso qui, diciamo, direttamente con noi sul pianeta a scrivere uno dei capitoli del libro, proprio da testimoni diretti. Perché, per esempio, alcune entità avrebbero potuto scegliere di incarnarsi sulla Terra e invece non hanno usufruito di questo diritto e adesso qualcuno sente proprio un forte rammarico. Magari più tardi arriverà comunque sulla Terra, però il momento cruciale è adesso, quello che succederà negli anni successivi, in un certo senso sarà già il seguito, la conseguenza, di quello che stiamo vivendo adesso. Ma proprio il momento cruciale in cui viene creato il Nuovo Mondo, e soprattutto viene proprio concordato il “come”, il “come sarà”, viene messa la segnaletica stradale di questa Nuova Esistenza, è adesso, quindi chi ha perso la sua occasione e non è arrivato qui, adesso non è qui con noi. Quindi sono in diversi che guardano con rammarico quello che sta succedendo, qualcuno di loro cerca di aiutarci, magari stando sui piani sottili e in qualche modo cercando di collegarsi, magari per partecipare in modo indiretto e comunque si sente coinvolto. Però soltanto coloro che stanno qui adesso sulla Terra nella dimensione umana possono essere dei coautori di questo grandissimo romanzo, di questo grandissimo libro. Nessun altro, nessuna fonte, nessuna presenza che adesso si trova sui piani sottili, ha la competenza e il diritto di essere un coautore di questo libro. Così anche le informazioni che arrivano attraverso le canalizzazioni spesso sono anche utili, però bisogna rendersi conto che solo ciò che facciamo qui sulla Terra è veramente legittimato, è veramente… autentico. Tutto ciò che arriva dai piani sottili è comunque una cosa con la condizionale, cioè qualcosa che potrebbe essere messa a terra, e allora diventerà legittimata sulla Terra, oppure no, e allora sfuggirà e non avrà nessuna presa, non avrà nessuna importanza. Il vero potere è concentrato adesso qui sul piano fisico e sta a noi gestirlo. E il momento di farlo è adesso, non nel 2012, non dopo il 2012, perché quello che succederà, appunto, nei prossimi anni sarà la conseguenza di questo passaggio definitivo che noi stiamo vivendo adesso. Ed allora noi che cosa facciamo? Noi serviamo questa transizione, serviamo questo momento di grandissima trasformazione come ci è dato di servirlo, concentrandoci possibilmente sui nostri singoli capitoli del libro e in questo modo servendo, anche, tutta la trasformazione globale, perché è solo partendo da noi stessi che noi possiamo veramente essere d’aiuto anche agli altri. Il bisogno di aiutare gli altri non può mai essere una scusa per sacrificare il proprio percorso o la propria illuminazione, perché questa è proprio una scusa e una deviazione della realtà sotto manifestata. Tipo: c’è chi sta male, io lo devo aiutare, io tutto sommato non sto male allora posso anche non pensare a me stesso in questo momento. Questo è proprio l’opposto del servizio come viene inteso nell’Universo. Prima di tutto noi dobbiamo servire noi stessi e il nostro modo giusto di essere, il nostro modo di espandere la nostra grandezza, e solo su questa base noi possiamo veramente servire anche i processi degli altri, possiamo essere contagiosi per loro, possiamo eccitarli con la nostra autenticità. Però se noi non siamo autentici non possiamo essere di nessun aiuto, ogni aiuto sarà o illusorio o non duraturo, perché non partirà da un soggetto autentico. Quindi il nostro compito primario, e privilegio, e anche dovere, è quello di essere autentici e la Nuova Terra sicuramente ci sta aiutando in questo passaggio, ci aiuta a scoprire la nostra autenticità usando soprattutto lo strumento dei sentimenti. Non è che noi possiamo sapere che cosa vuol dire essere autentici, questo lo possiamo solo sentire, ed è un sentire diverso che stiamo sviluppando proprio adesso: proprio mentre impariamo a diventare più autentici, sviluppiamo anche il sentire che riguarda questa nostra nuova autenticità. Dobbiamo imparare ad avere maggiore fiducia in noi stessi, perché questi nostri movimenti, questi nostri .exe, i nostri file esistenziali eseguibili, sono file già privi di errore… sì diciamo, può a volte esserci una gestione non particolarmente ottimale, magari potremmo fare qualche passaggio non proprio aggraziato, ma non importa, tanto viaggiamo dentro la corrente della vita quindi non c’è niente che implichi una perdita, né di tempo né di energia. Semplicemente viaggiamo attraverso la vita, osserviamo quello che ci è dato osservare, siamo presenti sul palcoscenico che adesso è proprio il palcoscenico numero uno di tutto l’Universo e quindi c’è già tanta gioia, solo proprio come gioia latente, dovuta a questo privilegio, di essere qui in questo momento. Siamo anche stati molto, molto bravi, molto coraggiosi ad aver scelto di essere presenti qui adesso, perché non è un momento facile. Una ricostruzione del mondo così, dalla A alla Z, è tutt’altro che facile ed è qualcosa che non è mai capitato prima e quindi, giustamente, siamo qui per usare questa chance, per vivere in pieno questa esperienza, per servire tutto ciò che abbiamo da servire in questa condizione della transizione. Quindi va tutto bene, è tutto giusto solo per il fatto che siamo qui e abbiamo accettato questa sfida e adesso che ci siamo aperti verso la Nuova Terra viaggeremo in modo giusto comunque. Potremo avere, come abbiamo avuto finora, dei momenti di perplessità, ma anche dei momenti nei quali non troviamo noi stessi nello spazio circostante, perché noi non siamo abituati a vivere nella multidimensionalità e quindi per noi sono tutte condizioni nuove. Per questo motivo possiamo sentire adesso, ma la sentiremo anche in futuro qualche volta, questa condizione di essere proprio così, fuori, fuori dallo spazio circostante, di non avere aderenza, di non avere appoggio, perché ci vuole un po’ di tempo perché il nostro sistema di orientamento multidimensionale possa crescere: è qualcosa che prima non c’era nella nostra cultura esistenziale, quindi dovremo svilupparlo. Penso che più tardi Metatron ci parlerà proprio di questo, di come, insomma, sviluppare il nostro nuovo sistema percettivo per vivere nella multidimensionalità perché per farlo dovremo anche allenarci, dovremo imparare, come quando si impara una cosa nuova da zero. Perciò, in quel senso, ci sarà sicuramente da lavorare parecchio per imparare a essere presenti nella Nuova Realtà, però siamo già, come dire, in una posizione molto favorevole perché giusta, giusta per definizione se solo noi scegliamo appunto di vivere nella Nuova Realtà e confermiamo e continueremo a confermare questa nostra scelta in ogni momento. Perché questa è una cosa che va precisata: vivere nella Nuova Realtà è un impegno continuo, quindi non basta fare una scelta una volta per tutte. Ad esempio oggi, con questo clima energetico particolarmente forte, sentiamo questa apertura, questo richiamo della Nuova Terra, e diciamo “Ok, io firmo qui, faccio parte del nuovo mondo, ho scelto di essere presente nella Nuova Realtà”. Cioè, questo va benissimo nell’intenzione di questo momento, però, poi dopo, questa scelta dovrà essere riconfermata sempre, e assolutamente non a livello mentale, ma con tutto il nostro essere, con tutta la nostra vitalità, con tutta la nostra vita che scorre attraverso di noi, noi dovremo sempre sostenere questa scelta: “Io sono dentro lo spazio della Nuova Terra, dentro questo nuovo volume multidimensionale, perché è solo così che io posso veramente sfuggire al vecchio”. Se invece questo mio slancio lo perdo, allora in quel momento, di nuovo, torno a toccare il vecchio. Perché la Nuova Terra mi sostiene nel momento in cui io mi sento parte della Nuova Terra. Se io però, dentro di me, non sostengo più questo regime, magari faccio una pausa, allora torno nella vecchia terra. Quindi più siamo, così, costanti, ma a livello proprio di tutta la nostra vitalità cioè, appunto, non deve essere un impegno mentale, più siamo costanti nella nostra connessione con la Nuova Terra e più saremo agevolati, perché stare con la Nuova Terra vuol dire che ci vengono appunto risparmiate tante di quelle turbolenze o anche cose non necessarie che invece potremmo ancora incontrare se scendessimo di nuovo giù nella vecchia realtà. Perché non è che adesso il confine sia proprio invalicabile. È vero che adesso la scelta è molto chiara, vivere o non vivere, vado di qua o vado di là. Però questa scelta di vivere e stare con la Nuova Terra comunque deve essere confermata continuamente se no si scivola nella condizione del non vivere, o del vivere nella realtà sotto manifestata, con il proprio regime esistenziale che cambia di nuovo. Ci sarà ancora questo periodo, diciamo, di transizione in cui, probabilmente, non sarà facile mantenere questa costanza dell’impegno. Quindi è possibile che, così, ogni tanto si scivoli di nuovo verso la vecchia piattaforma esistenziale, poi però, magari, appena si scivola giù lo si nota, si sente un grande sconforto, si sente che lì no, no, non ci si vuole più tornare ed ecco che si rinnova il proprio slancio esistenziale e di nuovo, diciamo, si salta, si salta nella Nuova Realtà. Queste oscillazioni sono quindi possibili e bisogna che lo sappiate: non ci sarà niente di preoccupante se ogni tanto sentirete di cadere giù dalla Nuova Realtà però poi, dopo, dovrete riconfermare la vostra scelta e di nuovo riagganciarvi al nuovo spazio vibrazionale che comunque vi accoglierà sempre, non è che vi dirà “ah, sei rimasto indietro, non ti voglio più”: vi accoglierà sempre, in qualsiasi momento. Anche tutti questi discorsi sul fatto che ci sono già dei risvegliati, ci sono invece altri che dormono ancora e magari allora quelli che dormono ormai sono tagliati fuori, non c’è più niente da fare per loro. Ecco, tutte queste sono delle teorie che la Nuova Terra non approva, non sostiene. È uno spazio vibrazionale di una potenza infinita: allora come si può pensare che non sia in grado di accogliere una persona nel momento in cui questa persona decide di entrare in questo spazio? Ma certo che la potrà accogliere. La potrà accogliere adesso e la potrà accogliere nel 2012, o anche dopo il 2012, sempre però se la persona vorrà aprirsi verso questo nuovo spazio vibrazionale. Quindi questa condizione della scelta definitiva tra vivere o non vivere, tra stare nel vecchio o stare nel nuovo, è una scelta che ognuno deve affrontare, però il momento in cui la deve affrontare non è necessariamente adesso. La persona affronterà questa scelta quando sarà pronta ad affrontarla. Qualcuno magari si sveglierà adesso, qualcuno più avanti, e allora affronterà questa scelta. Perché la risposta se vuole, o no, vivere nel nuovo la dovrà dare comunque, però non c’è nessuna minaccia, non c’è questa condizione di “scegli adesso o non sceglierai mai più”. Questo tipo di discorsi non fa altro che aumentare l’ansia, la paura, anzi vengono anche generati da questa ansia, paura e incertezza. Ecco, quindi, se sentite discorsi del genere, non date loro retta.
La trama la scriveremo tutti insieme, ognuno scrivendo il proprio capitolo. Sarà proprio la trama di questa nuova vita che si espande, sarà il libro sulla vita autentica scritto attraverso gli occhi della terrestricità, dal punto di vista dell’esistenza sulla Terra. E sarà la Nuova Terra, anche lei, la prima a stupirsi per quello che verrà scritto, perché la Nuova Terra è come noi, cioè, anche se ha una consapevolezza enorme, anche lei è qui per imparare, per crescere, per venire a conoscere le cose. Non sa già tutto. Ed è sicuramente capace di provare dei sentimenti, per esempio un sentimento di stupore, esattamente come noi. Quello che ci vuole comunicare in questo momento è che questa trama sarà una sorpresa anche per lei! Dice che sì, io ho alcuni dati, alcune impostazioni, poi dopo lo vedremo insieme cosa verrà fuori; però posso dirvi che sarà un libro molto bello, un libro che ha per definizione un lieto fine, anche se in questo caso non è forse corretto parlare di una fine, perché sarà un libro che si protrarrà verso l’infinito. Sarà un libro sulla felicità. Dice anche questo, la Nuova Terra, che potrebbero ancora succedere dei cambiamenti, anche proprio dei colpi di scena, che riguardano la gestione di questa nuova edilizia energetica, perché adesso diversi parametri sono stati concordati, proprio parametri tipo come agire insieme, vivere insieme, come usufruire di questo nuovo spazio energetico etc. Però altri parametri non sono stati ancora concordati quindi è possibile che ci saranno delle novità anche a livello gestionale e questo potrebbe cambiare la trama che stiamo scrivendo. La Nuova Terra è impaziente anche di scoprire se stessa proprio attraverso questo libro mentre verrà scritto e mentre verrà letto… perché verrà letto esattamente nel momento in cui verrà scritto, e per la Nuova Terra sarà questo il modo di comprendere se stessa, di interpretare se stessa. Per questo motivo ciò che lei sa adesso non può ancora essere definito come il sapere veramente chi si è. È un mondo ancora in fasce. Quindi sa soltanto che ci sarà tantissima evoluzione, che sarà un’evoluzione alla quale tutte le presenze individuali daranno il loro contributo, sa che ci sarà tantissima rieducazione perché la cultura esistenziale che abbiamo adesso è molto logora, non ha quasi niente di utile dal punto di vista proprio delle nozioni esistenziali. Diciamo che qualcosa di giusto si potrebbe ancora ricavare dall’attuale cultura esistenziale ma, in un certo senso, sarà più facile seppellirla tutta e poi formare i nuovi “saper fare”, così empiricamente, come ci verrà. In un certo senso questo sarà meno faticoso, che non prendere una nozione esistenziale esistente, per poi riadattarla, riconvertirla, diciamo, liberarla da qualcosa che non serve. La parola seppellire si sente abbastanza in questo momento, seppellire ciò che non è compatibile con la nuova cultura esistenziale. La Nuova Terra ci sta invitando tutti a collaborare, a formare insieme questo nuovo “saper fare” e “saper essere”, dice che lo scopriremo empiricamente. Verremo a sapere queste cose, non potrebbe che essere così, e lo sapremo, questo nostro nuovo modo di essere, lo scopriremo proprio vivendolo, lo scopriremo dalla vita stessa. Quindi non dobbiamo contare sulla presenza di qualche super-maestro o super-guru, piuttosto dobbiamo contare sulla condivisione, sull’unificazione, sulla sinergia e sulla nostra stessa forza della vita. Adesso possiamo parlare anche di questo aspetto: del crollo del vecchio mondo, che cosa comporta, quale sarà da parte nostra l’atteggiamento giusto per servire questa condizione, insomma, come dobbiamo autoposizionarci nei confronti del crollo del vecchio mondo? Perché il crollo ci sarà e su questo non ci sono dubbi. Allora praticamente il vecchio volume esistenziale se ne sta andando, se ne stanno andando le frequenze prima di tutto, le frequenze, le portanti, su cui poi erano appoggiate le singole manifestazioni della vita. Però se questo suolo vibrazionale è diventato così logoro, così debole, così proprio incapace di essere, allora anche tutto quello che gli è appoggiato sopra, cioè le manifestazioni umane dell’esistenza, è a rischio perché non ha più il suolo sotto i piedi e quindi dovrà crollare, ma crollare dove? Più che altro le manifestazioni umane dovranno spostarsi sulle frequenze che invece sono piene di vita e capaci di supportare loro e gli eventi. Non deve perciò essere necessariamente una caduta, più che altro deve essere uno spostamento: una specifica manifestazione umana dovrà praticamente migrare dal suolo che sta occupando adesso verso un altro suolo, verso un suolo che possa essere veramente di appoggio. Si tratta però di un processo che non è gestibile quindi è un processo anche abbastanza caotico, anche perché ogni singola manifestazione, ogni singola configurazione praticamente decide per sé come sloggiare dalle vecchie frequenze, come abbandonarle, se abbandonarle o se magari crollare giù con loro, se abbandonarle con un certo anticipo, prima che quelle crollino e si disfino, o se aspettare fino all’ultimo momento, se accompagnarle in questa caduta. Non si possono gestire queste cose nemmeno a livello delle forze superconsapevoli che agiscono dietro le quinte, proprio perché le scelte avvengono a livello di ogni singola forma di vita. E quindi sicuramente ci saranno anche diversi strappi, diverse irregolarità per quel che riguarda la corrente familiare delle circostanze. Ci saranno delle deviazioni, ci sarà magari un comportamento insolito, perfino assurdo, da parte degli eventi, perché magari dentro a un certo evento ci sono alcune singole forme della presenza che in quel momento stanno perdendo la loro base vibrazionale, diventando prive di vita. E allora l’evento che magari prima voleva andare in una certa direzione poi cambia direzione, oppure si disfa proprio. Cioè non solo non va più da nessuna parte, ma si disfa in piccoli frammenti… quindi un certo caos ci sarà per quel che riguarda il vecchio tessuto esistenziale. E siccome noi siamo qui come testimoni abbiamo anche l’obbligo di osservare questo caos, non possiamo ignorarlo e dire, come dicono alcune persone, “ok, io adesso ho scelto il nuovo e quindi il vecchio non lo voglio nemmeno vedere, ho chiuso gli occhi, tutto ciò che è vecchio non mi riguarda, io sono nel nuovo”. Ecco, questa è una scelta un po’ infantile, un po’ non matura perché in un certo senso noi possiamo comunque agevolare questo crollo del vecchio, possiamo magari aiutare queste singole manifestazioni della vita che rimangono senza appoggio vibrazionale, possiamo aiutarle a transitare verso i nuovi appoggi. Possiamo sostenerle anche semplicemente con il nostro stesso esempio, con la nostra stabilità, con il nostro nuovo ordine della realtà. Quindi noi non dobbiamo diventare invisibili per il vecchio, dobbiamo, come dire, farci vedere dal vecchio come se fossimo un’ancora di salvezza. Poi, chi o che cosa vorrà approdare a noi come a quest’ancora di salvezza, è ancora tutto da vedere, però, come dire, non è giusto renderci inaccessibili perché ormai siamo nel Nuovo e voi fate pure come vi pare. E non parlo nemmeno delle persone, ma parlo proprio di queste varie manifestazioni delle correnti della vita dell’umanità che comunque ci sono e non sono mica da buttare. Solo che, se sono appoggiate su una frequenza, diciamo logora, e non più operativa allora sì, sono a rischio di disfacimento. Però se questa cosa riuscisse a migrare su una frequenza diversa potrebbe ancora fiorire, potrebbe ancora avere una seconda chance, potrebbe ancora essere rilanciata. Praticamente noi dobbiamo essere un riferimento per tutto ciò che è ancora visibile, per tutto ciò che è ancora salvabile, nello spazio della vecchia realtà. Non dobbiamo però imporre il nostro aiuto, dobbiamo semplicemente essere disponibili con la nostra certezza, con la nostra solidità, con la nostra scelta, quella che ho detto che però dobbiamo confermare continuamente, la scelta di stare nel nuovo. Ecco, questo tipo di luce che possiamo irradiare sarà un grandissimo aiuto per tutto ciò che potrebbe essere salvabile. Questo nostro aiuto a volte potrebbe essere manifestato in modo concreto, quindi può succedere che una certa persona ci chieda qualcosa, che una certa circostanza richieda un nostro intervento, e magari noi aiuteremo a ridistribuire il disegno delle circostanze in modo tale da lasciar libere le forme della vita che sono ancora vivibili. Lasciandole cioè libere e non più incastrate da ciò che non è più vivibile. È possibile che noi sentiremo proprio in modo tangibile di fornire questo aiuto, però è anche un aiuto che noi possiamo dare a distanza. Perché nella Nuova Realtà non ci sono dei confini così rigidi. Noi adesso siamo degli esseri umani espansi, quindi il nostro territorio della scelta è grande e voluminoso. Noi possiamo toccare le persone e le cose che magari si trovano dall’altra parte del mondo. Ecco in quel senso lì forniremo anche un aiuto non diretto, ma comunque sempre reale, sempre molto apprezzato per quel che riguarda questo salvataggio del salvabile, del potenzialmente vivibile. Il suggerimento che sento adesso è quello di adottare questo atteggiamento maturo, senza più sentirci partecipi della vecchia realtà, però rimanendo comunque accessibili come eventuale salvagente, eventuale riferimento di appoggio. Però, a livello proprio umano, a livello emotivo, noi non dovremo farci coinvolgere da questi scenari drammatici che accompagneranno il crollo del vecchio mondo. Perché questo disfacimento vibrazionale sicuramente creerà qualche scenario drammatico. Noi dobbiamo comprendere che questo è inevitabile, questi sono i vecchi modelli della vita che si stanno scomponendo quindi noi non possiamo tendere una mano, o anche un braccio, per tenerli a galla perché sarebbe anche controproducente. Non possiamo intervenire per sostenere le cose che si stanno disfacendo, che se ne stanno andando, perché in questo modo, se ci provassimo, noi praticamente rischieremmo di tradire quella nostra scelta che abbiamo fatto, quella di vivere nello spazio della Nuova Terra. Servire il vecchio ordine della realtà (ciò che prima era considerato come ordine) non è più nostro compito, per noi adesso l’ordine sarà diverso. Come esattamente sarà, questo lo scopriremo empiricamente, ma sicuramente non possiamo prendere come nostro riferimento il vecchio ordine. E se è così, quindi, quando questo vecchio ordine crollerà o sembrerà crollare, non sarà compito nostro tenerlo in vita, sostenerlo. Anzi, praticamente, in quel modo noi rischieremmo di usare le nostre energie, le nostre risorse, per alimentare l’agonia della vecchia realtà e questo, appunto, sarebbe come un auto tradimento. Quindi c’è questo equilibrio molto sottile, da una parte non intervenire, dall’altra parte rimanere aperti come un appoggio, come un riferimento, come un esempio, però del nuovo ordine delle cose. Quindi tutte le forma della vita che sono disposte a transitare verso il Nuovo, benissimo, possono usarci come riferimento, siamo qui per loro, adesso e negli anni successivi e sicuramente le serviremo nel modo giusto. Però noi non possiamo tornare indietro, dentro il vecchio ordine delle cose, per, in qualche modo, rendere meno dolorosa la sua caduta, perché è comunque una caduta, un crollo, una fine. Poi ognuno di noi si baserà sui propri criteri del giusto e del corretto per decidere le scelte correnti, per ponderare come aiutare senza però sconfinare nel territorio non più nostro, nel territorio della vita non più nostro. Sarà anche in gran parte il nostro organismo, il nostro corpo, ad aiutarci a capire, perché per esempio servire certe cause, dal punto di vista energetico, dal punto di vista della consapevolezza, potrà essere una cosa molto corretta e perciò l’organismo sarà il nostro alleato e farà di tutto per aiutarci nel servirle. Se invece noi faremo la scelta di sostenere in vita qualcosa che non è più sostenibile, è possibile che il nostro organismo potrà proprio sabotare questa nostra scelta. Quindi ci negherà le sue energie, ci negherà il suo appoggio. Ci dirà: “No, no, se proprio ci tieni a servire questa cosa, vai pure, ma io non sto qui con te”, e però, se noi sentiremo che il nostro organismo si tira fuori, non potremo far niente, quindi dovremo stare molto attenti ai segnali, ai messaggi, che ci manderà il nostro organismo, perché lui ha la sua consapevolezza, ha i suoi modi di ponderare le cose. Quindi probabilmente proprio stare in ascolto dei suoi messaggi ci aiuterà a capire meglio come interagire con il vecchio, che cosa sostenere e che cosa non sostenere. Ma, in tutti i casi, noi non dovremo essere troppo monolitici, non dovremo vedere una certa cosa solo per come lei si presenta a noi, dovremo piuttosto cercare di scomporla in più cose, magari micro elementi, mini elementi, e poi cercare di leggere ogni singolo componente. E poi magari appunto, salvare il salvabile, quindi prendere ciò che è vivibile, che è salvabile, e lasciar perdere il resto. Prima di emettere una certa diagnosi e dire “no, ok, questa cosa per me ormai è chiusa, lì per me non c’è più niente di buono”, possiamo provare a fare una specie di bonifica del terreno, della situazione, e magari scoprire che invece dentro ci sono diversi elementi della vita imprigionati, che aspettano il nostro intervento. Quindi ci sarà tanto da ascoltare, proprio ascoltare, ascoltare, ascoltare la vita, ascoltare gli eventi, ascoltare i sentimenti, ascoltare le frequenze. Ascoltare vuol dire anche essere comunque in grado di sentire qualche tipo di risposta, non necessariamente sotto forma di un messaggio verbale, ma comunque qualche tipo di risposta ci arriverà. Un incoraggiamento, una certezza o magari un punto interrogativo. Comunque si tratterà proprio di imparare a dialogare con la vita multidimensionale in un modo che non sapevamo ancora fare. E per nostra fortuna questa vita multidimensionale è molto consapevole, quindi ci aiuterà lei a capire le tecniche di questo dialogo. Quindi ci insegnerà parecchie cose, è lei il nostro interlocutore principale, questa vita multidimensionale e molto, molto espansa. Parliamo ancora dell’attuale processo transitorio, come sta andando? Insomma, abbastanza bene, piuttosto bene, mica tanto bene… ci sono diversi punti di vista, diverse opinioni. Allora, la Nuova Terra che cosa ci dice? Dice così: piuttosto bene anche se avrebbe potuto essere meglio. Perché avrebbe potuto essere meglio? Perché comunque c’è molta inconsapevolezza, molta immaturità, che rallenta l’andamento generale. Così vengono magari presi dei provvedimenti, vengono usate delle risorse, però il rendimento non è sempre, come dire, altissimo. Magari si poteva pensare di fare un certo passo lungo un kilometro e invece si fa un passo lungo solo mezzo kilometro, oppure si fa un passo lungo un kilometro e poi dopo si torna indietro di qualche centinaio di metri. La Nuova Terra è proprio la prima a dirci che sì, ci sono delle difficoltà, che non è che tutto va liscio, però tutte queste difficoltà, intanto, sono sicuramente superabili, non c’è niente di insuperabile. Perciò se per esempio un certo regime non va bene, allora viene cambiato, magari viene riscritto un pezzo del software globale per trovare una soluzione… e ci sono in giro dei softwaristi bravissimi, anche sui piani sottili, che collaborano per creare il pezzo del software mancante… in questo modo il software della trasformazione planetaria viene sempre aggiornato, se c’è bisogno di trovare una nuova soluzione quella viene trovata. Il processo perciò va avanti piuttosto bene, però possono esserci anche dei momenti di sospensione, quasi di una pausa, mentre vengono elaborate e testate nuove soluzioni. I ritmi del processo globale sono molto aritmici. Volendo possiamo anche paragonarlo ad un respiro ed il respiro di questo processo trasformativo planetario non è per niente regolare e questo probabilmente voi lo potete sentire anche a livello dei vostri singoli ritmi individuali, potete sentire questa aritmia. E in un certo senso sentire l’aritmia, adesso, è molto giusto perché vi conferma che voi siete sintonizzati sul respiro globale che è tutt’altro che regolare. Se sentite l’aritmia nella vostra esistenza non interpretatela in senso negativo, probabilmente certi ritmi in questo momento sono in fase di sostituzione poi ci possono essere dei momenti di accelerazione, poi dei rallentamenti, poi i ritmi vengono anche alternati abbastanza spesso e questo succede sia a livello globale che a livello individuale. In un certo senso tutto quello che sta succedendo a livello globale, viene percepito anche dalle singole persone sulla loro pelle… magari non percepiscono proprio tutti i meccanismi globali, tutto quello che c’è adesso a livello del nuovo sistema operativo esistenziale, però, come dire, non possono non sentire quello che succede a livello globale. Le esistenze individuali adesso sono aperte, non hanno più i confini chiusi. Le frequenze delle esistenze individuali adesso sono direttamente connesse con le frequenze del nuovo sistema operativo esistenziale. È proprio per questo che adesso possiamo vivere questi aggiornamenti continui come un singolo computer che si collega ad internet e poi scarica l’aggiornamento che gli serve. Quindi è bellissima questa connessione, per così dire diretta con il centro. Però d’altra parte questo vuole anche dire che quello che succede nel centro, noi lo sentiamo direttamente a livello delle nostre singole postazioni esistenziali. Se a livello del centro, come ad esempio succedeva nel mese di agosto, vengono fatti dei lavori, molto, ma molto pesanti, con l’aggiornamento di gran parte del software esistenziale, con la prova di nuovi regimi etc., allora noi non possiamo non sentire questo aspetto globale. E da qui deriva questo consiglio: imparate a percepire adesso la vostra esistenza individuale come una cosa aperta e non più soltanto personale. E imparate anche a riconoscere se quello che vivete è una cosa strettamente vostra o potrebbe essere in qualche modo questo volume globale che è arrivato dentro il vostro vaso, dentro il vostro volume, e si fa sentire. Perché, a volte, le persone sentono, soprattutto le persone energeticamente aperte o che hanno magari una percezione molto fine, sentono sulla propria pelle le cose che arrivano dal volume globale e però le interpretano in chiave personale. Ma questo crea un tale livello di carico, a volte proprio anche di stanchezza, che la persona rimane quasi schiacciata, perché non è possibile interpretare in chiave personale qualcosa che non è, chiaramente, personale. Ecco, lasciate questa tolleranza, tolleranza anche parlando in senso geometrico, lasciate che, come dire, nel vostro spazio individuale ci siano anche le cose che non sono per niente personali, le correnti della vita che magari entrano in contatto con la vostra vita individuale ma che comunque sono qualcosa di globale, qualcosa che magari tocca il vostro motore di ricerca individuale, ma non per questo deve essere vissuto a livello personale. Ecco, se e più accettate una volta per tutte questa impostazione, ciò potrebbe rendere altrettanto più facile la gestione del vostro equilibrio energetico. Semplicemente rendendovi conto che certe cose che transitano attraverso di voi non vi appartengono, non sono la vostra scala degli eventi, che si tratta di una scala globale che, però, è venuta a trovarvi magari perché avete i sensori capaci di registrarla, in qualche modo di confermarla. Diciamo, questo tipo di apertura deve essere accettata anche a livello mentale, accettare anche che, anche a livello mentale, possiamo entrare in connessione con qualcosa che non è esattamente nostro, nostra roba personale, quindi anche le correnti del pensiero che transitano attraverso di noi possono far parte del pensiero globale, della mente planetaria che di nuovo è venuta a trovarci. Come dire, non dobbiamo insistere sul fatto di avere i confini stretti, perché di fatto non li abbiamo più. Più ci apriremo e più ci sentiremo espansi e meglio sarà per noi, per il nostro equilibrio, per tutto. Adesso sicuramente, in questo momento, in questo locale, si è creato un ambiente energetico molto bello, perché le energie fluiscono che è una meraviglia. La Nuova Terra è qui con noi, come dire, è direttamente coinvolta insieme a noi in questo dialogo e quindi cerchiamo proprio di imprimerci dentro questa sensazione, di essere abbracciati alla Nuova Terra. Cerchiamo di percepire la Nuova Terra come una parte di noi, e noi attraverso l’ottica della Nuova Terra, cerchiamo di inspirare tutte le nuove frequenze che adesso sono arrivate qui perché noi le potessimo prendere. Sono le frequenze dell’amore, sono le frequenze della felicità, sono le frequenze della diversità, del nuovo. Irinushka (terza parte del materiale dell'incontro collettivo del 12 sett) http://it.irinushka.eu/?page_id=1138 (
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Ognuno di noi scrive un capitolo:è come se ognuno di noi avesse una sua storia da scrivere, o un suo capitolo da scrivere, in un libro globale intitolato “L’avvento della Nuova Realtà sulla Terra”. Diciamo che 
