| Irina Bergo *La Luce della Mutazione* |
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| Written by alba | |||
| Saturday, 17 April 2010 09:35 | |||
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"Bisogna renderci conto che noi (gli attuali residenti del pianeta Terra) comunque siamo entrati in un regime di mutazione attiva, e che il processo di mutazione ha le sue regole e i suoi ritmi NATURALI che noi non possiamo ignorare solo perché crediamo di essere perfetti così come siamo. Per esempio, quando un ipotetico pesce preistorico ha cominciato a trasformarsi per diventare un essere che vive sulla terra ferma, la natura ha attivato certe modalità operative, certi movimenti, certi test, e se, per esempio proprio mentre le branchie stavano diventando polmoni, il pesce avesse detto: "Alt! Non sono ancora pronto! Quasi quasi mi tengo una branchia e un polmone; così mi sento più stabile e più sicuro!", non è detto che questo pesce - non più pesce avrebbe vissuto felice e contento fino alla fine dei suoi giorni". Attualmente molte persone si trovano in situazioni che potrebbero essere erroneamente percepite come un invito pressante ad "allenare le branchie", mentre il vero invito è quello di arrivare a comprendere che "le branchie", i vari attributi esistenziali sviluppati dagli esseri umani per orientarsi e per vivere nella realtà sotto-manifestata, non ce la fanno proprio a portarci avanti, allenamento o no. Stamattina si è fatta "vertiginosamente viva" con me questa impostazione esistenziale. Quello che noi siamo abituati a percepire come "luce", la luce del mondo, la luce della realtà esterna, non è la luce, ma piuttosto un insieme "di lenti ottiche" attraverso cui ci è dato interagire con la luce vera; innanzitutto, con la nostra stessa luce, con il nostro personale "spettro dei colori dell'arcobaleno". A questo punto gli eventi e i movimenti esterni è come se venissero "retrocessi" in una categoria esistenziale più bassa (non possono essere la fonte e l'origine dei nostri sensi e significati, possono essere soltanto dei mezzi e dei "metri" tramite cui acquisirli ed espanderli) e contemporaneamente "promossi" in una categoria esistenziale più alta (sono le lenti ottiche tramite cui ci è dato inquadrare la nostra personale Grandezza, la nostra immortalità, la nostra autentica scala della fattibilità, il nostro specifico modo di rifrangere la luce del Tutto ed altre cose ancora "innominabili"). Insieme a questo "ribaltamento delle priorità esistenziale" si è anche espansa in me la certezza che in questa nuova ottica gestionale le lenti, alias gli eventi esterni, possono essere modificati con molta facilità, in parte da noi stessi (dalla nostra personale Grandezza che insisterà naturalmente per avere le cornici e le lenti ottiche adatte a lei) e in parte dal Nuovo Sistema Operativo esistenziale, oppure dalla Nuova Terra, insomma, mi riferisco ad una "perestroika" globale di tutta la "Terravisione", ad una ricostruzione centralizzata di tutto il sistema terrestre della rifrazione della luce e del senso della Vita dell'Universo. ************************************ Stanotte ho sognato mio padre, morto alcuni anni fa, e sicuramente non è stato un sogno casuale, visto che oggi sarebbe stato il giorno del suo compleanno (avrebbe compiuto 80 anni). Nel mio sogno mio padre mi chiedeva, perplesso: "Ma perché non sembrate interessati al progresso, allo sviluppo delle tecnologie, in modo che le persone possano usufruire di questo e di quello?" (un ragionamento assai simile al "credo" che lui, scienziato, inventore ed ingegnere, ha sempre cercato di mettere in pratica durante tutta la sua vita). E io gli rispondevo più o meno questo. Che tutte le considerazioni relative al "progresso" dell'umanità sono state rese pressoché nulle e non valide (letteralmente "penzolano nel nulla") da questa nostra "rivoluzione esistenziale" senza precedenti che ora sta decisamente entrando nella sua fase culminante. E che prima di pensare a come apportare dei miglioramenti superficiali all'esistenza umana tramite le tecnologie, bisogna riconfigurare dalla A alla Z alcune nostre nozioni basilari, per esempio, che cos'è la realtà e come essa si forma, cosa vuol dire essere un essere umano, qual è la nostra autentica causalità, che cosa ci è dato gestire e che cosa non ci è dato gestire, qual è il nostro rapporto con la materia. ****************************************** Per concludere, vorrei condividere con voi questa mia recente scoperta: che i nostri "punti deboli o vulnerabili" non soltanto non devono essere "sradicati" o modificati per adattarci ad un certo ipotetico "standard", ma per la verità essi "ci sono stati dati per renderci felici" , solo che noi non abbiamo ancora imparato ad usarli in modo appropriato. E uno dei criteri per un uso appropriato potrebbe essere questo: non possiamo e non dobbiamo usarli da soli; molto probabilmente, sono una parte integrante di una certa catena di magnetismo, di un certo campo di forza di cui noi "riteniamo" un singolo frammento, una certa regolazione, una certa chiave, un certo "svolazzo esistenziale", però, affinché questa nostra caratteristica umana possa esprimere il suo vero potenziale e di conseguenza renderci felici, noi dobbiamo entrare in simbiosi con altri componenti di questo particolare campo di forza, che possono anche essere altre persone, ma non necessariamente. Irinushka
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