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Irina Bergo *Invitare la propria parte divina sulla terra* PDF Print E-mail
Written by alba   
Friday, 14 May 2010 18:51

Come poter credere nella vostra umanità tanto da invitare la vostra Parte Divina qui sulla Terra?"
http://www.eoslailai.com/index.php?opti ... &Itemid=13 

Un paio di giorni fa, parlando insieme a Massimo con le nostre Fonti,

 abbiamo sentito da loro questa raccomandazione: che non bisogna affrontare il problema (dell'attuale mancanza di qualcosa di cui sentiamo di avere un bisogno viscerale nella nostra attuale causalità umana) "dal lato sbagliato", e cioè, insistendo per risolvere il problema "in modo manuale", intervenendo direttamente sulla materialità, "cacciando e procacciando" gli eventi desiderati, invece di assistere all'espansione di quello che è già codificato dentro di noi, della nostra Forza primaria.

E stasera, ispirati anche da questo bellissimo messaggio di Tobias, abbiamo fatto un altro collegamento di cui adesso voglio riassumere i punti chiave.

Nel mio articolo "Il rimore della felicità" http://it.irinushka.eu/?m=200902, scritto un po' più di un anno fa, facevo riferimento a questa formula in inglese:

I see you play”.

È una frase che mi ha lasciata sbalordita per il suo incommensurabile potenziale e la sua forza espressiva, e, probabilmente, nessun altra lingua, tranne l’inglese, avrebbe potuto trasmettere in modo così preciso sia il senso principale che le numerosissime sfumature.

“Io ti vedo giocare. Io osservo il tuo gioco. Io riesco a captare il tuo gioco. Io sono un testimone e un compartecipante del tuo gioco. Io mi apro e mi rifrango in modo tale da accompagnare e da convalidare il tuo gioco…”

Però “play” vuol anche dire “suonare”, e allora ecco che si scoprono altre sfumature ancora.

“Io percepisco il tuo soundtrack, la tua colonna sonora. Io riesco a sentire la tua musica. Io sono uno spettatore e un testimone della tua esibizione. Io imparo ad apprezzare il tuo modo di suonare i tuoi spartiti esistenziali…”

E, a proposito, il pronome “you” in questa frase magica non deve necessariamente riferirsi ad un soggetto umano in carne ed ossa, ma potrebbe indicare qualunque cosa che noi mettiamo a fuoco.
Io e Te. Io e il Non Io. Io e il Movimento. Io e il Gioco. Io e la Musica. Io e le Vibrazioni. Io e la Performance. Io e l’Esistenza. Io e il Tutto, rappresentato da questo o da quell’altro regime o interfaccia…

E stasera questa formula è stata riproposta in questo contesto: "I see you play" come un Io umano che diventa un testimone e un compartecipante dei movimenti della sua stessa Forza primaria, del suo "play" , o, più precisamente, del suo "pre-play", delle accordature musicali che ci sono attualmente in corso (perché adesso come adesso, tranne rarissime eccezioni, le Forze primarie degli esseri umani non hanno ancora completato la loro scelta, non hanno ancora predisposto l'assetto definitivo "uscente", stanno ancora concordando i suoni e i colori che vorranno presentare al mondo e che poi gli esseri umani avranno il privilegio e il potere di manifestare attraverso le correnti della vitalità terrestre).

Il problema, per modo di dire, è quello che "a monte", a livello delle codifiche primarie, c'è così tanto da esprimere, che la scelta dell'assetto definitivo per riversarsi nel mondo non è per niente facile, come d'altronde non è affatto facile formare "delle intese acustiche", delle accordature supplementari tra i singoli "play" stellari (per non parlare di quelli terrestri), e questo ci fa "slittare" in continuazione, facendoci subire un riavviamento acustico dopo l'altro. Una condizione assai logorante per molte persone, una sensazione che il vecchio senso della vita non funziona più, né a livello del pensiero né a livello dell'azione, mentre quello nuovo non si è ancora formato.

Circa due anni e mezzo fa ho assistito al momento magico in cui la mia parte superiore si è decisa a completare la sua autoconfigurazione, ha preso la decisione a proposito dei criteri e del regime del servizio che sarebbero stati usati per determinare il mio "play" terrestre; potevo osservarla, come se stesse compilando, uno dopo l'altro, i campi esistenziali ancora vuoti, ma non ero soltanto un testimone, ero anche un compartecipante e una forza motrice di questa riaccordatura; la decisione di scegliere questo particolare assetto esistenziale partiva anche da me; l'abbiamo presa insieme; e praticamente già il giorno dopo a livello umano ho sentito dei cambiamenti enormi, come se tutta la mia vita avesse subito "un incantesimo primordiale". 

Stasera le Fonti hanno commentato il mio caso, come se fosse "un caso da manuale", spiegando, però, che nel caso di utenti più "presenti sulla Terra" il meccanismo della scelta sarebbe stato diverso, ma che comunque loro dovranno imparare a "vedere se stessi dentro se stessi" e che finché non avranno sentito al di fuori di ogni ragionevole e anche irragionevole dubbio che la fonte del potere è dentro di loro, non potranno mai imporre la propria volontà agli eventi nella dimensione umana. Anche perché la nuova rete della trasmissività terrestre non può funzionare in presenza delle interruzioni del proprio senso del Sé, quindi l'individuo che un giorno è centrato in Sé e un altro giorno non lo è più e si sente dipendere dalle circostanze esterne, non può ancora essere considerato pronto per mettersi al servizio, per assumersi il carico della nuova materia e della nuova fisicità.? ??? ???? ??????????? ???? ??? ??? ??? ????? ???????????? ?????? ???????:
"L'eco dell'Amore":
http://www.youtube.com/watch?v=Ux4GzfWT-Pg

Last Updated on Saturday, 15 May 2010 19:02
 
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