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Lettera a un amico condivido con voi una lettera scritta a un amico… Tratta il tema della Pasqua come uscita dalla condizione d’incubazione…Ma soprattutto del rapporto creativo Uomo-Donna. Spero vi possa interessare. E’ una lettera personale, .
rimetto al vostro ascolto aspetti intimi, per il semplice fatto che s’impara più dall’esperienza che dalla teoria. Spero vi siano utili
Silvia G. ………………………………………………… Ciao Luca, grazie per la tua lunga lettera. Per le tue riflessioni. Per il tuo tempo... Ora è tardi e ti dirò solo quello che mi viene in mente, così, senza pensarci troppo. Ho letto nel pomeriggio le tue parole, ma ora che è notte, stimolata dalla stanchezza e da un film, rispondo a quello che mi è rimasto in testa... Le tue ultime parole... (Le copio per tutti, così è più chiaro). “… Hai capito adesso perché io sono così impermeabile!!! Ah-ah-ah-aha-h! Perché anche i miei “K.” hanno il potere di sciogliermi totalmente, ed io lo farei con estrema voluttà e piacere, ma che senso ha che io mi liquefaccia? Mi son già liquefatto in gioventù, ho visto due o tre cosette che non mi son piaciute e che col tempo ho imparato, non a cancellare, ma a gestire; ed oggi posso dire d'esser un poco più saggio e più felice, più armonico, grazie a quelle esperienze, perché mai dovrei ripeterle? Stanotte prima di addormentarmi mi son venute innanzi agli occhi tutte le situazioni cosiddette "d'amore" che conosco (mille e mille altre conosciute nella mia vita), e l'unica cosa che mi veniva da dire era: "Dio mio, dio mio... siamo come i bambini, che pestano i piedi, abbiamo un gioco e una volta giocato ne vogliamo un altro, sempre arrabbiati, sempre incasinati e creando casini, mai tranquilli, mai pieni di sé, ma sempre nel bisogno, nel bisogno di quello che alcuni chiamano l'altra metà del cielo, oppure l'altra metà della mela. Dio mio, che errore! Finché cerchiamo l'altro che ci completi non avremo mai noi stessi completamente... e allora non ci andrà mai bene niente e nessuno". Rabbrividivo, sotto le coperte, e mi vergognavo per tutti di fronte a Dio, allo Spirito, mi vergognavo di come ci comportiamo, di come siamo così poco profondi, di come siamo sempre nel bisogno quando in verità ci è stato dato già tutto: Mi vergognavo davanti allo Spirito per noi esseri umani che continuiamo ad ignorare la grandezza perdendoci nei particolari, nelle pieghe della nostra coscienza che non è la nostra anima... e vedevo lo Spirito sospirare di pazienza. “
Perché tutti cercano, in modi diversi, il proprio compimento, completamento ed espansione? Perché non ci bastiamo da soli? E' un mistero. Il più grande… Non ce ne sono uguali. Quella profondità dell'essere che porta un'anima al mondo. Sai Luca, non importa se per lo più le persone cercano il compagno per una mancanza di conoscenza di se stessi, e quindi per un implicito senso di vuoto, di smarrimento. E' solo l'inizio del più grande dei viaggi... un inizio alla cieca per lo più, un inizio anche infantile, e capriccioso, come sono tutti i bimbi - come alla cieca si muove lo spermatozoo nelle tube. Eppure è un movimento Sacro, corretto, Creativo! L'unico che rinnova la Vita. Quella spinta, quel desiderio… che comincia con un impulso sessuale, è il più grande degli atti di devozione all'Essere, al Divino, visto che è l'unico che dà la vita. Quale servizio più grande?
In noi c'è tutto, è vero, ma crediamo davvero che ci sia dato scoprirlo senza avere il coraggio di offrirci al tutto tramite un altro da noi, interamente, senza temere più la nostra umanità? Ecco cos'è l'Altro, lo Sposo, la Sposa: la Porta Suprema, il più grande atto di umiltà e di coraggio che ci viene chiesto di attraversare per diventare noi stessi, pienamente Umani e pienamente Divini. Per discendere alla nostra umanità terrena abbiamo dovuto dividerci, separare lo spirito in due, e cominciare così la corsa creativa, la corsa anche del riconoscimento di Sé. E dunque, per Risalire alla Vita, dobbiamo ri-unirci. Che cosa mi chiama a cercare quell'Uomo che oserà essere tanto con me, tanto da ridarsi e ridarmi la vita, mentre io dono a lui la mia? L'entrare così tanto nella mia Umanità, dall'esserne anche liberata. Ecco il desiderio fondamentale della mia esistenza, che è al tempo stesso il più mistico, senza forma, ed il più incar nato.
Sai cosa è successo sempre con i miei innamorati? Che si sono affacciati a quella Porta e poi, impauriti, sono tornati indietro. Che io stessa avevo paura del vuoto, così accecata dal mio senso di solitudine da non capire che quel vuoto era TUTTO, e lì c'ero io, il vero IO… che è sempre un IO/TU. Capisci? Solo l'altro ci attrae tanto da indurci ad uscire dal guscio di noi stessi, portandoci a sperimentare la Vita senza forma, quel Grande… , più grande Amore. E così tu mi chiedi: cosa mi manca di K.? Il suo essere per me la mia porta - tramite il suo corpo, il suo ardore, la sua energia sessuale. Il suo essere così lontano dal mio mondo, e così più vicino al mondo. Lui all'opposto di me. Mi manca ciò che avevo solo cominciato a conoscere. Un viaggio che si è fermato sulla soglia, lasciandomi solo sfiorare, presentire l'Infinito. Lui era unico, come ogni essere, e se io fossi passata sino in fondo per quella porta, se lui me l'avesse consentito, se si fosse fidato abbastanza di se stesso per avventurarsi in me… , allora io sarei rinata, e sarei diventata... L'Africa, la Donna, la Sacerdotessa Nera, ed anche la Terra - così come K. è Terra, ed è l'Africa, ed è il Sacerdote Sacro, lo Sciamano. Grandissima era la nostra sfida - mi rendo conto, estrema. Per ora ha vinto l'estraneità come forza di separazione e non come ricchezza. Comunque: la porta non era aperta, e non c'è stato modo di rinascere - lui tramite il mio Cielo, io tramite la sua Terra. Eppure ha funzionato! Soprattutto ora che dicendogli di NO, affermo il mio SI! A me, all’Unione.
Quello che difficilmente viene compreso è che, quando si fa l'amore, noi stessi siamo quelli che vengono riconcepiti, e che se poi non si ha il coraggio di portare avanti la piena trasformazione di sé, nutrendo l'intimità, nutrendo l'Unione con l'Altro, allora noi stessi veniamo abortiti e l'amato con noi. Ci siamo scambiati una promessa che non viene mantenuta, una fiducia senza sostanza. La Fedeltà è questo: permettere all'opera di compiersi, e va ben al di là di necessità morali o culturali. In gioco c'è la nostra identità e l'identità del partner, c'è l'evoluzione, la ri-Creazione della vita. Spesso il sesso abortisce i potenziali, e l'immagine di un preservativo usato rende benissimo l'idea! Questo non è un bel pensierino filosofico, è la sostanza dell'amore, è la vita, è ciò che accade. Prostituirsi è Tradirsi - e per prostituzione intendo tutti quegli atti di intimità interrotta, di intimità simulata, di intimità per la quale non si ha coraggio.
Sai, mio nipote a Pasqua mi ha chiesto: "Ma zia cosa aspetti a sposarti?!". Ha ragione! Non ci ho mai tenuto. Volevo solo raggiungere questo minimo grado di adesione a me stessa, di conoscenza di me stessa, per confrontarmi - credo, spero - senza troppi veli, con la Potenza Creatrice dell'Amore. E dire che non ho mai fatto altro nella vita: stare di fronte all’altro cercando di onorare, e di non perdermi in quel mistero, senza sentirmi sopraffatta o annullarmi. Quanto ci ho provato, Luca? Arrivare ad amare tutto di me, per riuscire a ricevere tutto, non solo a darlo… Mica roba da poco! Quindi adesso forse sarà proprio la sua mano che mi aiuterà a… tenere uniti i lembi della mia anima e del mio corpo, in un'unione capace di accogliere… Lui e la sua Potenza, restando in pace con me stessa ed unita alla Vita. Mamma mia. Forse proprio ricevendo io quel gesto, lasciandolo agire – forse sarà davvero così - potrò varcare la Soglia… l'Unione Sacra, libera finalmente dall'idea di solitudine. O no, Luca?!
Ecco chi cerco: colui che saprà starmi di fronte così, che oserà lui stesso morire a se stesso per me, ed io per lui, tanto da rinascere entrambi. Cos'altro è se no fare l'amore? Abbandonare la roccaforte della propria solitudine, della propria separatezza, la fortezza orgogliosa e spesso meschina dell'ego, della paura… , per osare lasciarsi attraversare e portare dal fiume oscuro, il più potente - che è mio suo per un attimo, e poi Oceano. La vita serve la Vita. Il vero grande unico demone o peccato è: la solitudine. Da lì in poi cominciano e si giustificano tutti i peggiori atti di violenza, indifferenza ed odio - verso noi stessi e i nostri simili. Quindi Luca, l'Intimità con l'Altro che cerco è forse il vero salto quantico, il vero atto di fedeltà a se stessi, il vero piegare la testa e dire SI. Il battesimo del fuoco, l'iniziazione alla Vita. Un'intimità che non idealizza, che non distoglie lo sguardo dal limite umano, ma lo penetra davvero, e dunque lo onora fino in fondo. Ecco il Sesso. Consumare la vita, lasciarsi consumare da lei, lasciarsi mangiare è smettere di resistere, non trovi? Cos’è un atto sessuale senza penetrazione, senza unione profonda? Ancora una volta un fare come se, un prepararsi, ma mai un darsi per davvero, senza accogliere l'altro. Come se bastasse far passare in bocca un pezzo di pane e poi sputarlo fuori, per crescere. Sì, il sapore.... Ma l'essenza? Il nutrimento? La Vita?
Tu mi chiedi: “Ma se vi amate, perché no? Anche se non è proprio tutto quello che tu volevi… puoi viverlo senza neanche smettere di restare aperta all’Incontro perfetto. Io mi godrei K. e poi starei a vedere… Perché no?”. Sai perché? Perché Lei ci sta usando tutti! Sì, noi diciamo: il mio amore, la mia storia… Ma è la Vita che mi ha spinta contro K., … mi ha accesa, ed ora mi spinge via, ad appiccicare quel fuoco più in là… Ha in mente altro, lo so. E’ molto furba…! E so che alla fine servirà più a Lei che a me, cioè più alla mia espansione che al mio desiderio. E ne sono felice. Mi piace quando mi destabilizza così! Eppure tu hai più che ragione! Un ascetismo che non passa per la Sacra Porta dell'Unione Totale, di Corpo ed Anima, è come una compassione che astrae, che si disumanizza ed idealizza sé insieme al proprio oggetto d'amore, cioè lo nega. Ecco perché tu invece vorresti fare l'amore con tutti. Hai una sana tendenza all'Unione Sessuale, al mangiare per nutrirti, al darti nel concreto, ma poi? Lo fai? E perché mai uno solo non ti dovrebbe bastare, se in ogni essere c'è l'intera umanità, e c'è anche la Porta che si apre all'Infinito? Chi rifiuti dicendo di no ad uno solo, al piccolo ed umano TU? Non è forse quel piccolo pezzetto della tua storia che ti va indigesto, e ti fa dire: No grazie, non mi innamoro più. Tu.....Tu....Tu......!!! Che tristezza, e che noia. Tu… Tu… e ancora Tu. Non sei stanco? Sì, ti sto provocando!!! La sublimazione che non passa per la carne stessa della Vita, per il limite concreto, per quel particolare fragile che disprezziamo in quanto appunto finito, in quanto ci rimanda ad un senso di mancanza, di pochezza - a noi stessi, è una sublimazione piena di presunzione e giudizio. Un amore che non osa avventurarsi così lontano dal Sole da entrare nella materia stessa, da entrare nel cuore di un solo piccolo uomo, ad adorarlo come si adora il Sole, oggi mi sembra soprattutto un atto di viltà, un rifiuto mascherato da santità: un rifiuto di se stessi e dunque dell'uomo. Capisci cosa intendo? Amare tutti allo stesso modo alle volte è il grande alibi per non amare nessuno fino in fondo, così da non trovarci mai, fino in fondo, di fronte a noi stessi, al disprezzo con cui ci guardiamo. Così come amare un unico essere quasi fosse Dio, alle volte è rifiutare l'umanità in quanto tale, e dunque anche l'umanità del proprio partner e la mia stessa umanità. Capisci? Sono mezze verità, sono ancora vie di fuga.
Ti ricordi quando mi hai chiesto perché? Perché io mi innamoro ogni volta? E che cosa cerco? Se il corpo di un singolo, da solo, non può auto-generare un altro essere umano, significa che, almeno qui in terra, è solo tramite l'Altro che ci diamo la Vita: che ci Doniamo e che ci Offriamo al vivente! Dunque siamo vivi nel Tu!!! Solo quando riusciamo ad essere di fronte all'Altro totalmente aperti e vulnerabili, allora siamo Maestri di noi stessi, ci possediamo, SIAMO finalmente, per Dio! - ed il nostro Amore libera. Se no continuiamo ad esistere come vecchi bambini egoisti, bambini impauriti, capricciosi, tiranni, ghiande che non danno frutto. Non so se mi segui, ma quel che sento è il grande significato simbolico del Sesso, non teorico, ma Reale. Queste sono le Leggi secondo le quali la Vita qui si esprime! E noi generiamo mostri... Cos'è un trans-sessuale se non l'espressione di un grandissimo rifiuto di sé, il rifiuto di un movimento Creativo di Unione con l'altro, e dunque una enorme fuga dalla nostra responsabilità di Donarci a noi stessi, di Donare noi a loro? E perché li sento tutte le notti sotto la mia finestra?! Sì, sto allargando un po' troppo il tiro! Torniamo a me. Quello verso cui mi spingo con tanta stupidaggine ed illusione talvolta, è: l’Altro. Il mio passaggio Sacro, quello che mi riconsegni davvero, senza più resistenze, alla Vita. Ecco Luca cos'è ‘sta storia del Compagno: la mia Porta di ri-Nascita (ed ovviamente, in quanto Porta è anche la madre). E' la mia via per uscire dalla malattia della Solitudine, dell'Egoismo, dell'Orgoglio e della Presunzione. Pensarlo non è come viverlo, non basta. Solo quando saprò davvero vivere questa Unione totale con un essere umano del tutto opposto a me, (ecco il fascino di K.!), ed a me complementare perché in risonanza, …quando mi confronterò col davvero Altro da me, e con me insieme, senza perdermi a me stessa, così in fondo da ristabilire l'Unità, … allora io sarò lì, piena d’altro e di me, di VITA, e a Casa. E’ così che Lei mi spalancherà tutti i suoi misteri. Glielo devo. E sai perché? Perché solo in quel momento avrò lacerato il guscio dei miei potenziali, e li riconsegnerò - come Amore in Azione, come Atto di Presenza, come Potenza in Atto. Lui, il Maschile perfetto per me! - quello a cui non sfuggo, che mi tiene e contiene tutta, sai che fa? Mi costringe a rinunciare alla vendetta della solitudine, con tutti i suoi vizi, le sue ipocrisie e viltà. Ecco qual è il mio progettino per un bel compimento finale! E' così che me ne andrò, lo sai? Ascensione galattica!!! Poi magari tornerò anche, ma sarò Rinata, e sarà reale - non solo una suggestione del mio cuore. E morirò molte volte con lui, ed ogni volta mi risveglierò diversa. Questo è il Fuoco Sacro del Sesso. E per quanto io possa amare a fondo un altro essere umano, è solo nell'incontro sessuale che le mie cellule diventano sue, le sue mie. Io non sono ancora nata, Luca, perché ancora non ho mai fatto l'amore così, con un uomo che mi ami così, che si dia interamente a me, e colga tutta me stessa. Alla pari. Insieme. In uno slancio che ci riconcepisce alla Vita. E tu?
Eccomi, sono qui per te …” E mentre io mi offro a Lui, mi slancio… la Porta si apre e torno, fino in Cielo, e rinasco in Terra…! Però hai ragione pure tu: l'essere umano è un unico cuore, un unico corpo, un'unica mente. Ha il volto di tutti l'Amato. Perché allora sceglierne uno solo e farlo diventare lo Sposo? Forse per non fermarsi alla superficie, per morire fino in fondo a se stessi, e rinascere nel Terzo? Anche il Cristo - che pure conteneva la coscienza e l'amore dell'intero pianeta, e forse persino di tutto il nostro sistema solare, che amava gli uomini come solo forse il Lui ha fatto - proprio insieme alla Maddalena, e TRAMITE lei - il suo corpo, il suo cuore, la sua mente - è divenuto se stesso, ed ha potuto così portare a frutto il seme, il potenziale. E di certo hanno anche avuto figli. O no? Non posso avere il mio Gesù?!
L'unica ipocrisia che devo quindi lavorare meglio- altrimenti tutto questo bel discorsetto insospettisce pure me – è la diffusione del Fuoco. Arrivare ad abbracciare con la stessa ammirata passione tutti gli esseri umani. Essere sempre in Amore… Ispirarmi al prediletto Bene e guardare, sentire, volere, tutti così. Ogni tanto mi capita, e allora basta uno sguardo che lo spirito innalza nel corpo il suo magnifico Gloria! Prostituta Sacra?! Comunque ho ancora il mio bel lavoro da fare e mi aiuterà in questo proprio il compagno che avrò, lo so. Quindi il mio movimento è: dall’Uno al Tutti. E per te forse è l’opposto: dallo sguardo erotico a grandangolo, ad una vera zoommata di passione vissuta nel limite del tuo stesso corpo. Se no stai barando! Dai che arriverà quel giorno, sai che te lo auguro! Ad imbuto, farai scendere la tua passione per tutti gli esseri umani in generale, verso un passaggio così stretto e particolare, che ti consegnerà a te stesso - altrimenti continui a pensare di aver digerito, d’essere compassione, invece non hai neanche iniziato a mangiare. L’intimità implica il rischio di questa contaminazione sostanziale, di corpo ed anima! Te la auguro.
Detto tutto questo, che cosa resta da fare? Amare ancora di più ciò che non ci appassiona, ed entrare in quel punto buio del cuore in cui è insediato il germe della solitudine, dell’idealizzazione come giudizio e fuga dall’uomo. Insomma si tratta di entrare a contatto con la paura. E così io prego che la Vita in quest'ultimo tratto mi prenda ancora per mano, come ha fatto sin qui, ed usi la mia debolezza, come esca per riportarmi proprio lì dove voglio Essere.
Hai capito Luca caro perché non ha più senso per me affacciarmi al dolcissimo e amato K.? Perché lui mi sta di fronte come una porta bloccata fra il SI ed il NO, né osa attraversare la mia. Quindi, al di là del desiderio che il sesso rilancia sempre fra noi come atto di fiducia verso la Vita, è tendenzialmente un aborto, o comunque una promessa che non si mantiene, un nuovo e vecchio tradimento. Ora che lo so, non è che io possa fingere per quel po' di dolcezza, di piacere... o per il gran bene che gli voglio! E gliene voglio!!! Lo sai. L'amore in tutto questo E' e resta, sia nel Si, che nel No. Ma per il Sesso occorre Esserci, avere se stessi da offrire, e l'altro da ricevere. Occorre essere Vivi, Maturi. Il pulcino non è l'uovo, perché io non l'ho mai visto un uovo aprire le ali e slanciarsi nel blu! Quindi certo, il sesso è piacere, è un grado di intimità, e pure è amore, ma, se non vola... non VOLA! Non becca, non mangia, non cinguetta, è l'idea di un essere che non nasce. Un amore che non sa darsi nella reciprocità, che non esce dal guscio della Solitudine ha in sé tutta la tristezza di un lutto. O si passa dalla potenzialità (l'uovo) alla Potenza (la Colomba!), altrimenti amore senza volontà, senza esperienza, non è neppure amore, ma una masturbazione sentimentale, emozionale, che debilita a lungo andare, e confonde. Quando diventa un sentimento, l’amore, che si compiace di se stesso, ha già smesso di Servire la Vita e torna un'altra volta a far da schiavo al piccolo e tiranno ego. L'Amore sano, è azione. E' promessa mantenuta, che si rinnova e poi si compie, per venire rinnovata ancora. E' crescita. Dire di no a K. o meglio alla modalità del rifiuto, è scegliere vie che mi portano alla Vita, allo Sviluppo, al pulcino che esce dall'uovo, anche se ne ha paura. Cos’è l’io senza la sua solitudine? E che cos'è strane fuori, vivere da lì? L'ALTRO, il NUOVO…. Chissà… Comunque basta ipotesi, potenziali vagheggiati con le migliori intenzioni, con emozione: solo VITA! Così io porto alla terra il frutto che è in me - oggi germoglio, domani albero. Come fa una quercia ad uscire da una nocciola così piccola? Che potenza deve sopportare, a quale grande immensa forza deve arrendersi, morire il seme, per veder svettare le maestosità dell'Albero? Io ne sarò capace? Cielo e Terra, Uomo e Donna. Certo che fa paura! E non ha paura la ghianda? Non credo! La Pasqua è VITA, è Resurrezione. Muore l'Io della morte - l'Io solo, ferito, rifiutato, giudicato, e Rinasce l'UOMO, il Figlio Primigenito di Dio. Alpha e Omega. Il ciclo che si compie. Questo è un compagno per me: non lui, non io, ma lasciar passare la Potente Forza attraverso noi due come anello che tiene uniti gli estremi. Risorgere. Ecco. Ho detto tutto quello che dentro di me creava una forte pressione e mi impediva di tacere e di dormire. Ora sono stanca e soddisfatta abbastanza da fermare le dita. Grazie Luca, io non so se sei riuscito a seguirmi nei mie affondi a briglia sciolta. A me è servito, spero anche a te. Ne riparleremo di certo. Ed io tornerò a scriverne. Forse sarà anche tema del mio primo libro! Chissà... Allora citerò le nostre lettere.
Grazie Un inchino sornione e ridente a te Silvia
http://silvia-galimberti.myblog.it/,
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