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Nadia Sponzilli *Il mio Love-Oro* PDF Print E-mail
Written by alba   
Tuesday, 31 May 2011 09:01

C’è un Amore diverso che bussa insistente, è un sentire sensuale, abbondante e sfrenato. E’un profumo fragrante che ancora non possiamo vedere ma soltanto annusare nell’aria che abbonda di sogni-desideri che prendono corpo con la lentezza furiosa e  curiosa di un artista che ancora non sa cosa andrà a creare ma intuisce la gioia, la luce di un amore caparbio che parla di materia lucente, ricca, abbondante.

 

 LOVE-ORO non c’è dubbio un gioco di parole che contiene in sè le nuove frontiere di un lavoro che è amore che è ricchezza,dolcezza e materia, occupazione e gioia.

 Il mio LOVE-ORO mi ha preso per mano stamani credo intendesse mostrarmi se stesso nel mondo con la levità di un pensiero che si andava facendo compiendosi nell’aria, nel sole, nelle cose, come se il suo continuo rifrangersi andasse a modificare la percezione di sè, di me, di noi.


Essere un LOVE-ORO forse questo voleva dirmi e io che ancora non capisco bene andavo sperimentando un sottile struggimento nell’incontro di me con il mondo. Volumi, globi di vita che oggi più che mai risplendevano al sole e al mio passaggio al mio sguardo si fortificavano forse gioiosi e grati di questa attenzione a più dimensioni, una dimensione dell’immagine, una dimensione della vita, una dimensione dell’amore.

Questo complice modificarsi, grato dell’incontro muto amplificava lo stupore dei miei occhi e la sottile vibrazione delle mie cellule che percepivano la Re-altà dell’assistere alla vita, alla mia e quella delle cose-vite che andavo incontrando.

L’osservazione muta, non c’è dubbio, l’oggetto osservato e spesso il pudore di interferire con una dimensione personale di scelta, mi faceva levare lo sguardo dalla vita incontrata.
Come tutto potrebbe essere più semplice se mondato dal precario senso di moralità-immoralità che ci pervade condizionandoci fin nel respiro.
Quanto poco amore si nasconde nella tolleranza, nell’uguaglianza, nel senso del dovere, nei ruoli che ci imponiamo quotidianamente negandoci l’amore del vivere e il gusto sfrenato del vivere. Quanta sensualità sotterrata sotto strati di perbenismo stantio ci impediscono di rifrangere senza nulla fare, l’amore.
Fare l’amore diventava per me come un fare giustizia, ridare dignità a me osservante e alle cose osservate: quale gioiosa e spontanea unità di pensiero ed emozione,di mente , cuore e corpo.

Portavo pace.
Prendevo pace.
Ridavo pace
.

Non tutto voleva essere incontrato ma a dispetto di una seriosità-sofferenza andavo giocando piano con discrezione volgendo lo sguardo ancora timido sognavo l’audacia della vita che non si ferma, proprio non si ferma davanti a un diniego che rispecchia la disarmonia mia-sua che va consumandosi, sì va consumandosi per il puro amore per la vita

Il mio love-oro sperimentava se stesso e strizzava l’occhiolino alla mente che saltava gaia e sfrenata di palo in frasca. Camminavo rifrangendo in me l’amore dei tigli, dei faggi, dell’erba, di tutta quell’arte di vita della natura e poi dei passanti inconosciuti, grandi e piccini, di tutta quell’arte di vita in cerca di perfezione che andavo incontrando dentro e fuori di me.

Mi andavo facendo, inventavo il mio love-oro, quello di stamani, domani si vedrà.

 

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www.giardinodeicolori.it

Last Updated on Tuesday, 31 May 2011 09:09
 
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