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Garret Annofsky *Noi Siamo chi Proietta L'Ombra* PDF Print E-mail
Written by alba   
Wednesday, 02 December 2009 18:32

Una delle prime volte in cui diventammo consapevoli dell'Ombra, fu quando vedemmo la prima lacrima e cominciammo a sentire il dubbio. Quando ci trovavamo nella barca e volevamo tornare indietro, cominciammo a sentire che eravamo limitati.

Cominciammo a sentirci in colpa per non poter tornare indietro dal Re e dalla Regina.
L'esperienza fatta nell'attraversare il Muro di Fuoco ci aveva terrorizzati. Quando finalmente fummo in grado di vedere la nostra Ombra – cos'è un'Ombra? quando una luce si riflette su di voi, vedete un'ombra – abbiamo cominciato a identificarci con lei, perchè era tutto quello che potevamo percepire di chi eravamo. Ma la gran parte del suo contenuto era il dubbio, la vergogna, la paura, la colpa.
E gli umani hanno incominciato a credere che essi stessi sono quell'ombra. Questo ha perfino permeato le nostre religioni – il peccato originale, voi siete peccatori, non potete parlare a Dio, dovete servirvi di un intermediario. Durante il nostro viaggio abbiamo cercato di sfuggire alla nostra ombra, abbiamo cercato di combatterla, di negarla. E molti di noi alla fine sono arrivati a razionalizzarla - «Beh, può non essere una grande esistenza, ma almeno io esisto. Io e la mia ombra.»
Ma ora siamo nel 2009, in questo momento una grande opportunità ci viene offerta. Siamo in un altro periodo di cambiamento e ci viene chiesto di realizzare che siamo più della nostra Ombra. Ci è stato ripetuto per dieci anni: «Voi siete anche Dio» ma abbiamo avuto così tante esperienze di queste cosìddette Parti Oscure di noi – la vergogna, la paura e la colpa – che molti di noi sono molto riluttanti a lasciarle andare, perchè: «Come posso sapere che esisto se non risperimento queste parti di me?»
Siamo nel punto della Transizione in cui: «Se affronto un altro passaggio, cosa farò se sarà drammatico come nel Muro di Fuoco? Lo voglio veramente fare? Forse preferisco rimanere così «piuttosto che..», forse voglio vivere con la mia colpa e con la mia vergogna, perché almeno so di esistere, piuttosto che attraversare un altro cambiamento in cui non so cosa possa accadere.» La tavolozza è aperta e la tela è bianca.
Ma siamo ad un punto simile a quello in cui il Re e la Regina ci dettero l'addio quell'ultima mattina. Siamo al punto in cui Tobias ci ha detto addio.
Lo sta facendo perchè è stanco di noi? O perchè sente che siamo in grado di fare questo passo? E' Tobias che ci sta lasciando o siamo noi che lasciamo Tobias? E' Tobias che ci lascia liberi o siamo noi che liberiamo Tobias? Stiamo finalmente dicendo: «Tobias, sei stato con noi fin dai Templi di Tien, ora possiamo farcela da soli.»
E' come quando siamo andati a Santa Fè, in persona e molti in spirito, con gli Anasazi.  «Anasazi, cosa potete insegnarci ora?» e loro hanno risposto: «Non abbiamo niente da insegnarvi. Siamo felici che siate arrivati, così noi possiamo andarcene.»
La stessa cosa è accaduta in Inghilterra e in Egitto -»Faraoni, cosa ci potete dire su come dobbiamo vivere le nostre vite?» Ed essi hanno risposto: «Non abbiamo niente da dirvi. Siamo felici che siate venuti, perchè questo ci rende liberi.»
Così adesso quando chiederemo a Tobias: «Come faremo Tobias?» Risponderà: «Non lo so. Come farete?»
Noi siamo in questo punto meraviglioso, questo meraviglioso Punto di Presenza di Cambiamento, dove solo i coraggiosi faranno quel passo per andare dove solo un pugno di angeli dell'Omniverso sono già andati.
Ma l'asso nella manica è che "Voi siete anche Dio". Così per me la chiave per rendere questo un passo benigno, è cominciare a sviluppare la relazione con il mio Dio Interiore, perchè questa Parte mi ha guidato fino a questo punto. Perchè non tenermi per mano con questa Parte di me, mentre faccio un altro passo?
Possiamo partire dal pensare che «Io sono solo un'Ombra», per arrivare a identificarci maggiormente con quella parte di noi che ha proiettato quell'ombra? Questo è il passaggio che ci viene richiesto, dove arriviamo a realizzare che: «Io sono il Creatore della mia vita e adesso mi assumo la Responsabilità di creare la mia vita».
Piuttosto di pensare che Io sono l'Ombra, arriviamo a comprendere che Io sono quello che proietta l'Ombra.
Questa transizione sarà un passo molto difficile per molti. E naturalmente, tutti voi qui, tutti noi che abbiamo scelto volontariamente di essere pionieri, lo faranno con i pochissimi esempi di coloro che lo hanno fatto prima. Possiamo guardare Tobias, Adamus e Kuthumi, ma loro stanno cominciando a dire: «Ora è il vostro turno per fare quel passo. Non abbiamo più una grande saggezza da condividere con voi. Abbiamo fatto il nostro lavoro di aiutarvi a Ricordare Chi Siete.» E ora, come l'aquila che spinge il suo piccolo fuori dal nido, stanno dicendo: «Sappiamo che potete volare.»
Mentre siamo apparentemente spinti fuori dal nido, noi scopriremo che: «So che ora posso anche Volare.»
Io vedo questa transizione come una grande dimostrazione d'amore e di onore, quando Tobias dice: «Ora potete anche volare.»
Ci siamo così ricordati della nostra Ombra e di tutte le esperienze che sembrano essere state molto impegnative e difficili, ma almeno sapevamo di esistere perchè vedevamo la nostra Ombra.
Il Passo attuale riguarda: «So di Esistere perché So Chi Sono». Così potremo dire a Saint-Germain, «Io Sono Quello Che Sono».
 
          Garret Annofsky (Shaumbra)

Tratto da Shumbra-Speaks. Stazione Celeste

 
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